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App Immuni ha bloccato almeno 4 focolai. Scaricata solo 5 milioni di volte

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Il Ministero la raccomanda e la pubblicità la sta diffondendo come meglio può, tuttavia la famosa App-immuni, che potrebbe essere un valido supporto per contenere i contagi, non sta ottenendo il successo sperato e sarebbe stata scaricata solo da 5 milione di italiani. 

Eppure secondo gli esperti, si legge su La Stampa, potrebbe essere uno strumento utile per il contact tracing, ma il 13% della popolazione è troppo poco, sebbene sia uno strumento di prevenzione, non di reazione, “quindi è fondamentale che tutti gli italiani la scarichino prima possibile, per salvare vite ed evitare nuovi lockdown. Nel frattempo, la diffusione procede a macchia di leopardo: se a livello nazionale siamo al 13%, ci sono contesti a percentuale ben più elevata, come nei casi di monitoraggio sperimentale fra gli studenti di Università di Pavia o nell’Isola di Capri”.

Il funzionamento non pare difficile, mentre le notifiche vengono registrate dalla App che avvertono le persone, entrate a contatto con un positivo, con una notifica. L’app non raccoglie dati per risalire all’identità di chi la usa, non chiede, né è in grado di ottenere, dati sensibili come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail. Inoltre, per determinare il contatto, Immuni sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del Gps.

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Dal 13 luglio ne sono state inviate 809, bloccando almeno quattro potenziali focolai.

Questi numeri, seppure ancora insufficienti, hanno fatto intensificare la campagna di comunicazione con spot passati su tutte le principali reti televisive, sui giornali cartacei e online, in radio e sul web, che però finora non ha sortito gli effetti sperati. 

Dal suo versante il ministero della Salute sta già lavorando a una nuova campagna, annunciata qualche giorno fa dallo stesso ministro, spalleggiato dalla ministra Lucia Azzolina che non si stanca di sottolineare l’importanza raccomandandola tra le misure assolutamente opportune per il rientro a scuola a settembre.

Anche il comitato tecnico scientifico è impegnato nella campagna di sensibilizzazione ad adottare l’App, perché appunto la considera, insieme ai test di laboratorio, uno dei “punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio nel mondo della scuola” e in modo particolare invoglia tutti gli studenti sopra i 14 anni, il personale scolastico, i genitori degli alunni. 

In realtà, specifica La Stampa, l’applicazione ha avuto il via libera ufficiale anche dal Garante della Privacy. Il link diretto al download è questo e c’è inoltre un servizio per eventuali problemi tecnici: [email protected] oppure 800 912491 attivo gratuitamente ogni giorno dalle 7 alle 22. 

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