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Apprendimento attivo in classe: culture, metodi e strumenti

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Come lavorare in classe con l’apprendimento attivo e cosa ha a che fare con l’approccio dell’insegnante facilitatore? Come implementare in classe una didattica efficace?

Apprendimento attivo significa far crescere i ragazzi. Far crescere è attivare. È mettere alla prova, è sollecitare, è spronare, è accendere. Far crescere è lanciare studenti e classi all’esperienza concreta. Qui la strada maestra è incentrata sui metodi attivi, per una spinta che attiva concreta, non filosofica, passo dopo passo, che coinvolga tutti, ognuno con le sue possibilità e modalità. Proprio partendo dalla modalità comunicativa nella classe (parola circolare), dal cavalcare le emozioni che non dormono mai (senti-momento), fino all’uso moderato ma vivo del corpo (corpo piccolo), si guidano i ragazzi alla crescita.

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Un approccio di lavoro che ha a che fare con le competenze di maieutica, ovvero l’arte di estrarre, far emergere, portare a coscienza. Una metodologia per la quale l’insegnante (in veste di facilitatore) favorisce l’espressività degli studenti e la loro capacità di aprirsi, di essere autentici e creativi.

Ecco alcuni fattori da osservare nei ragazzi, nell’ambito di un approccio maieutico:

  • estroversione/introversione
  • gradevolezza/ostilità
  • coscienziosità
  • stabilità/instabilità 

Il corso

Su questi argomenti il corso Apprendimento attivo in classe: culture, metodi e strumenti, in programma dal 13 dicembre, a cura di Pino De Sario.