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Attenti genitori, con il lockdown sono aumentati i casi di abusi online sui minori

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Con l’isolamento sociale dovuto al covid 19 sono aumentati del 132% i casi di pedopornografia.

E’ la polizia postale a lanciare il grido di allarme del fenomeno in forte crescita negli ultimi anni e in particolar modo negli ultimi mesi.

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Le cause

Isolamento sociale, la monotonia delle giornate dentro casa, la difficoltà ad avere relazioni interpersonali se non mediate da uno schermo: queste tra le cause principali del fenomeno analizzate dagli esperti. Cause che hanno avuto ancora più effetto durante il lungo lockdown dovuto al covid 19.

L’isolamento cui siamo stati costretti tutti noi compresi i bambini e ragazzi ha aumentato come sappiamo l’utilizzo della Rete. Internet è stato per molto tempo l’unico mezzo per rimanere a contatto con il mondo reale e con le altre persone.

Senza un’adeguata preparazione sull’utilizzo “sano” di Internet si è ancora di più accentuato il fenomeno dei reati on line contro i minori come la pedopornografia, adescamento on line, estorsioni sessuali, cyberbullismo e revenge porn (fonte Il Fatto Quotidiano e Polizia Statale).

I numeri del fenomeno in Italia

Nel 2020 i casi in cui sono stati compiuti reati online contro i minori sono cresciuti del 77%. Nello specifico, i casi di pedopornografia sono aumentati del 132%. Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021, quando si è verificato un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Solo da gennaio ad aprile ci sono stati 52 casi, contro i 41 dell’intero anno precedente. “

Se da una parte è importante precisare che la tecnologia è stata fondamentale per i più piccoli durante l’isolamento per mandare avanti l’istruzione con la didattica a distanza e li ha aiutati a mantenere i contatti con gli amici e i parenti, va anche evidenziato che  questo uso cosi elevato ha avuto un costo molto alto in termini sociali, specialmente dove i bambini sono stati lasciati soli davanti al computer..

Uno degli aspetti rilevanti degli ultimi dati è l’abbassamento dell’età dei bambini coinvolti in questo fenomeno: sono infatti sempre di più i bambini della fascia di età 0-9 anni ad essere vittima di estorsioni sessuali online. L’adescamento avviene infatti direttamente tramite le APP dei giochi.

Cosa fare per combattere questa piaga sociale

E’ su l’aspetto formativo e culturale che occorre lavorare: gli adulti devono avere consapevolezza dei rischi che i bambini corrono quando vengono lasciati soli davanti ad un cellulare che non deve svolgere e questo è un messaggio per tutti i genitori ed educatori, la funzione surrogata di un baby sitter. Come spiega la Polizia postale, negli ultimi anni si è appurato che vivere attraverso lo schermo abbassa la percezione della consapevolezza delle proprie azioni. La Rete viene spesso vista come una sorta di zona franca, dove non ci sono responsabilità per quello che si dice e si fa.

In questo contesto è importante la prevenzione e la formazione adeguata sui pericoli che può portare Internet sia verso i ragazzi che verso i genitori.

Il caso di Palermo

Fa ribrezzo la notizia di qualche giorno fa in cui la Polizia ha arrestato 13 persone per pedopornografia, dopo una lunga indagine condotta dagli agenti come infiltrati che hanno scoperto un contenitore dell’orrore.

Commovente il racconto di uno degli agenti che ha partecipato alle indagini (fonte Infodivise) , “ Ci sono tante barriere da superare perché usano sistemi sempre più complessi per restare anonimi e noi siamo lì” . A parlare è Mauro 35 anni grande esperienza come poliziotto ma è anche un papà come tanti, e questo racconta gli “da una carica in più per liberare i bambini dalla maglia dei criminali”.