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Aumentare il rendimento degli alunni? Con regole severe, punizioni e la stanza di isolamento

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Nell’epoca del “prof amico” e comprensivo, della didattica innovativa e delle flipped classroom, non mancano metodi didattici basati ancora sul rigore e sulla severità.

Forse potrà sembrare retrò, ma è quello che accade in Gran Bretagna, che da qualche giorno vede su tutti i social un dibattito pubblico scatenato dalla pubblicazione delle indicazioni del nuovo preside della Great Yarmouth Charter Academy di Norfolk, scuola superiore che fino a luglio si chiamava Great Yarmouth High School, come riporta Il Corriere della Sera.it.

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Il prontuario stilato dal nuovo preside è infatti pieno di regole, che alcuni hanno accostato alle regole delle caserme militari, dato l’alto tasso di severità in molti punti.
Qualche esempio? Nelle dieci pagine del prontuario si chiede ai ragazzi di andare a dormire alle 21,30 per contare su almeno nove ore continue di sonno e di sorridere ai docenti, oltre che di ringraziare i professori dopo la lezione, quando cambiano classe per raggiungere quella dove si terrà l’ora successiva. I professori, invece, sono invitati a reagire a ogni manifestazione di insubordinazione, a punire con una nota chi non ascolta, a spedire in «isolamento», cioè in una stanza a ragionare sulla mancanza di rispetto compiuta, coloro che masticano la chewing gum o non indossano l’uniforme completa.

Ma non è tutto: il preside non tollera alcuna perdita di tempo, nemmeno se si tratta di problemi di salute. Per questo, quando un allievo dice di avere la nausea, il docente non deve dargli il permesso di uscire ma fornirgli un secchio da tenersi accanto, nel caso il fastidio debba degenerare in vomito.

Sui social i genitori contestano i metodi del preside, accusandolo non solo di tenere un regime militare, ma anche di bullismo (non di rado i due mondi si incontrano, ndr).

Ma Barry Smith, il nuovo dirigente scolastico si è detto disponibile ad un incontro con le famiglie per discutere del caso, ma solo per fornire ulteriori chiarimenti, non certo per trovare mediazioni, dato che, Smith, a quanto pare, sia stato scelto appositamente per la sua esperienza in altre scuole da risollevare: messo a capo di una scuola difficile nei sobborghi di Londra, si legge ancora su Il Corriere della Sera.it, Smith l’ha raddrizzata fino a ricevere il riconoscimento massimo da parte di Ofsted, l’organismo che sovrintende al mondo delle scuole britanniche. L’idea è che riesca a risistemare anche l’istruzione superiore di questa zona di Norfolk, visto che la vecchia scuola superiore ha ottenuto agli esami Gcse i peggiori risultati di tutto il Paese. 
A parere del preside Smith, infatti, la disciplina è fondamentale per il rendimento, quindi sono state introdotte le nuove regole. Qualcuno protesta, altri sostengono che le sue richieste ricordano le indicazioni base di tutte le scuole britanniche degli anni Sessanta. Ma per ora le cose andranno così.

Sul tema è stato chiamato in causa dal quotidiano di Via Solferino anche Luca Pozzi, psicologo italiano che lavora a Londra, poco convinto sul concetto di disciplina ferrea promossa dal preside Smith. “Mi sembra che sia produttiva solo nel breve periodo – commenta – . Seppur l’intenzione sia importante, imporre regole troppo severe rischia di soffocare l’identitá degli studenti. E poi i professori con questo stile corrono il rischio di alimentare negli allievi una rigidità mentale e di scatenare in loro degli atteggiamenti passivo-aggressivi”. 

Secondo Pozzi, inoltre, ci sono altri progetti più produttivi: “Ad esempio introdurre la figura di un educatore, che segua ad ogni ora la classe e diventi una sorta di role model, introducendo comportamenti corretti ed etica”.

 

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