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Azzolina: in Italia ci sono i raccomandati ma chi insiste fa il lavoro che gli piace. L’inglese? Non idoneo per colpa della riforma Gelmini

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Secondo l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina l’inglese che si insegna alla scuola primaria non è di buon livello: lo ha detto nel corso di un’intervista a notizie.com. “L’inglese? Con la riforma Gelmini – ha dichiarato Azzolina – sono spariti i docenti specializzati e oggi chi fa inglese arriva da un corso di formazione di circa cinquanta ore”.

Senza volere “generalizzare”, la grillina ritiene che “non è idoneo l’inglese che si insegna ai nostri bambini e ragazzi”.

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“Ce la puoi fare a trovare il lavoro che ti piace”

Parlando del suo nuovo libro, ‘La vita insegna’, con la prefazione di Liliana Segre, Azzolina ha tenuto a dire che il testo serve anche a “dare un messaggio ai ragazzi che, malgrado le raccomandazioni, che esistono in Italia inutile nasconderlo, si può arrivare lontano senza aiuti. Se ce la metti tutta ce la puoi fare a trovare il lavoro che ti piace“, ha sottolineato la grillina.

Durante l’intervista, Azzolina è anche tornata sulla questione dei banchi monoposto, in particolare quelli a “rotelle”, proposti dal ministero dell’Istruzione e prenotati da diversi istituti scolastici, per uno totale di un milione e 400mila pezzi.

Tutto partì dall’esigenza espressa dal Cts

“Il Comitato Tecnico Scientifico – ha ricordato l’ex numero uno di Viale Trastevere – ci disse che dovevamo mantenere il metro di distanza se volevano riaprire le scuole e i banchi doppi non favorivano questa possibilità, a quel punto per fare le cose al meglio ho chiesto ai dirigenti scolastici quale fosse la soluzione migliore visto che erano 40.000 plessi scolastici”.

Azzolina ha quindi ribadito che sono stati i presidi a scegliere “i banchi a rotelle, che tra l’altro esistevano già dal 2012, utilizzati nelle scuole superiori e fatti perfino vedere da Piero Angela nei documentari”.

La decisione fu dei presidi

In effetti, molti presidi – sentiti gli organi collegiali – nell’estate del 2020 non hanno chiesto alcun banco. E chi ne aveva bisogno, anche per garantire il distanziamento fisico tra gli alunni, nella maggior parte dei casi si è orientato su quelli monoposto tradizionali.

Poi, la pentastellata ha aggiunto: “Dispiace che l’informazione e la politica li abbia scoperti solo nel 2020, ma la cosa divertente è che quando giro per le scuole la prima cosa che mi fanno vedere sono i proprio i famosi banchi che utilizzano tuttora e sono perfetti”.

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