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Bambini e Social, un rapporto da rivedere. Scuola e genitori devono fare la loro parte

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Social Network e ragazzi, un rapporto sempre più complicato e invasivo nella vita quotidiana che oramai coinvolge anche le fasce più piccole di età.

Viviamo in una società sempre più connessa al contesto Internet, le tecnologie invadono le vite di ciascuno di noi, le nostre abitudini e i nostri comportamenti sono legati all’uso dei dispositivi tecnologici personali.

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Una società tecnologica, sempre connessa (Always On), artificiale, permeata sia negli adulti che nei ragazzi. Smartworking e didattica a distanza sono stati i leitmotiv che hanno caratterizzato il nostro 2020 e che saranno parte della nostra vita anche in questo e nei prossimi anni. Adesso, se da una parte è giusto non perdere per strada le “cose buone” che la tecnologia è in grado di darci, come supportarci e complementare le attività dell’uomo, dall’altra è sempre più importante avviare un tavolo di lavoro con esperti in materia di educazione, psicologi e sociologi per capire come le stesse nuove tecnologie devono essere conosciute, usate bene da tutti e soprattutto non “subite” dalle fasce più piccole di età.

Non si può morire a 10 anni per qualcosa che ti è stato detto di fare da Tik Tok!

Cosa dicono gli Esperti

Secondo degli studi dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, tre adolescenti su dieci manifestano sintomi di disagio che non rientrano nella fisiologia adolescenziale: si feriscono, si isolano, trascurano la scuola soprattutto nel periodo di utilizzo della DAD. A lanciare l’allarme è il Primario dell’Ospedale, “il reparto è pieno di ragazzi colpiti da autolesionismo o in preda a psicosi”.

E’ urgente, una riflessione comune, individuare subito meccanismi di recupero di questa situazione sempre più alla deriva.

Occorre intervenire da un punto di vista psicopedagogico perché come riporta un interessante articolo di Agenda Digitale perché la “la mente del bambino per sua natura è ancora informe, non razionale, non sensibile alla contraddizione o alla assurdità logica, è una mente in divenire, dove una struttura più semplice si viene sviluppando e trasformando in una mente più complessa” (Jean Piaget).

La domanda da porsi è in che modo interagiscono i contenuti dei social sullo sviluppo mentale ed emotivo di un bambino, soprattutto con il fatto che spesso lo fanno senza la supervisione di un adulto e non hanno né la consapevolezza né le conoscenze adeguate.

Altro aspetto da non sottovalutare riguardo l’uso degli smartphone dei bambini è la loro mancanza del senso del limite del tempo trascorso su questi dispositivi e la mancanza di una chiara distinzione tra realtà virtuale e reale.

È importante, quindi, il ruolo dei genitori e di tutti gli attori della loro formazione quindi la scuola e i docenti.

Consigli utili per i genitori

Partiamo con i genitori e cosa consigliano gli esperti. Primo avvertimento è che i bambini non possono essere lasciati soli nell’utilizzo dei social, i genitori devono accompagnarli durante l’utilizzo soprattutto in età più piccola. Altro elemento utile è quello di usare il parent control, cioè delle APP che consentono una serie di funzionalità molto utili quali ad esempio controllare e limitare l’orario di accesso al cellulare, il controllo sui siti con blocco per quelli destinati ad un pubblico adulto, monitoraggio delle App più usate e verifica ed approvazione per scaricarne di nuove.

Altro suggerimento molto utile è quello di non far diventare i social, Internet e lo smartphone un tabù. Le privazioni da sole non servono, è molto utile invece far entrare le nuove tecnologie nel lessico e nelle chiacchiere all’interno della famiglia, insegnare loro ad usarli bene, trasmettere loro la consapevolezza e le conoscenze di base.

Di fatto parliamo di educare i bambini e i ragazzi ad usare correttamente il cellulare, come si fa insegnando loro a non attraversare con il rosso o ad andare in bici.

Punto di attenzione, sempre rivolto ai genitori è quello di essere da modello nei confronti dei figli, dobbiamo essere noi adulti i primi ad usare correttamente lo smartphone imparare a staccare e creare il giusto ambiente nei momenti conviviali familiari.

Per ultimo ma non per importanza, compito dei genitori è anche quello di trasmettere l’importanza del pensiero critico verso la Rete, e di usare questi dispositivi come media positivi e creativi.

Cosa può fare la scuola

E la scuola cosa può fare a supporto dei ragazzi? Il compito dei docenti deve essere quello di coinvolgerli in questo importante percorso di crescita, aiutarli a sviluppare lo spirito critico, le capacità creative che possono essere allenate usandoli correttamente.

Aiutarli a spostare l’attenzione dei ragazzi verso la costruzione di percorsi capaci di fargli affrontare le sfide del futuro, farli diventare adulti consapevoli, futuri educatori e bambini di adesso sereni.