Home Attualità Valutazione scuola primaria: la riforma piace anche a Forza Italia che però...

Valutazione scuola primaria: la riforma piace anche a Forza Italia che però critica i tempi

CONDIVIDI
  • Credion

Il nuovo impianto valutativo è di indiscussa qualità anche se complesso: lo sostengono tre esponenti toscani di Forza Italia, Giampaolo Giannelli, vicecoordinatore per la provincia di Firenze, Rita Pieri, responsabile regionale del Dipartimento Istruzione e Maria Gaetano, responsabile provinciale del Dipartimento istruzione.

I tre politici azzurri parlano però di “tempi e modi sbagliati” e sostengono che “la riforma crea troppi problemi ai docenti” e che quindi è “insensato cambiare a metà anno scolastico”
“Ci sono notevoli disagi – affermano – che  vengono segnalati da numerosi istituti, alcuni dei quali hanno addirittura dovuto rinviare gli scrutini in quanto non erano materialmente pronti. dopo aver caricato fino ad ora tutti i voti agli alunni con la valutazione numerica”
“Non siamo contrari alla valutazione delle alunne e degli alunni della scuola primaria attraverso un giudizio descrittivo” precisano un po’ a sorpresa Giannelli, Pieri e Gaetano che spiegano: “Il problema è aver iniziato l’anno con un criterio e proseguirlo con un altro, sia nella valutazione periodica che finale”. 

Icotea

“Gli alunni – sottolineano i tre politici toscani – sono stati classificati in base alla previsione dell’ultima ordinanza ministeriale, secondo 4 livelli (in via di prima acquisizione, base, intermedio, avanzato). Ecco, l’intermedio e l’avanzato non hanno una corrispondenza esatta ad un solo voto come accadeva con la valutazione appunto numerica, il che aumenta confusione”.

La dichiarazione dei tre azzurri è piuttosto sorprendente in quanto non va dimenticato che fino al 2008 esistevano appunto i giudizi che vennero cancellati proprio dalla ministra di Forza Italia Mariastella Gelmini.
Che dire? Forse che Giannelli, Pieri e Gaetano sono stati folgorati sulla via di Damasco?
Non lo sappiamo, ma resta il fatto che – a quanto pare – l’eliminazione del voto numerico sta piacendo non solo “a sinistra” ma anche “a destra”.