Home Attualità Banchi a rotelle, la Ds della scuola di Venezia: “Mai ordinati, gettati...

Banchi a rotelle, la Ds della scuola di Venezia: “Mai ordinati, gettati per motivi di sicurezza”

CONDIVIDI

Botta e risposta sulla vicenda dei banchi gettati via da una scuola di Venezia. Dopo l’uscita dell’ex ministra Lucia Azzolina sui motivi dello spreco di banchi acquistati solo un anno fa, arriva la replica della dirigente della scuola Stefania Nociti:

“Ho adottato un provvedimento d’urgenza per ragioni di sicurezza – spiega al ‘Gazzettino’ la dirigente – circa 1.200 studenti, 105 docenti e 50 dipendenti frequentano quotidianamente l’istituto”. La scuola in questione è il liceo scientifico ‘Benedetti-Tommaseo’ di Venezia, sulla quale si è abbattuto un vero ciclone mediatico, con non pochi interessi politici. “La biblioteca della scuola era ridotta una discarica di materiali infiammabili. Erano inutilizzati e, non avendo un magazzino in quanto palazzo storico, erano accatastati in biblioteca da mesi, che ho dovuto pure chiudere” spiega ancora Nociti.

Icotea

Sull’acquisto dei banchi, tirato in ballo dall’ex ministra, la dirigente fa chiarezza: “La nostra scuola non ha mai acquistato né attraverso Consip né mediante altre procedure i 40 banchi a rotelle oggetto della polemica. Il 21 luglio 2020 il benedetti-Tommaseo chiedeva 60 sedie con la ribaltina e 320 banchi tradizionali 50x60x71 che non sono mai stati consegnati. Il tutto è debitamente documentato agli atti”. Ma le consegne sarebbero state diverse da quanto ordinato.

Banchi che sarebbero stati consegnati il 19 novembre 2020 privi di imballaggio, di documenti di accompagnamento e di scheda tecnica. Dunque come afferma la dirigente non si è potuto procedere ad inventariarli. Mentre le ribaltine non sono state consegnate. La Regione Veneto, l’1 febbraio 2021, li ha dichiarati non ergonomici. Il liceo ha poi dichiarato di possederne 40 e utilizzarne 0.

“Sono rimasti inutilizzati perché erano troppo ingombranti e più larghi dei banchi monoposto 50×70, oltre che scomodi. La biblioteca sembrava una discarica e i banchi ostruivano l’uscita di sicurezza. Dopo richieste al ministero di ritirarli, la decisione di mandarli al macero” conclude la dirigente.