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Bucalo (FdI): “Nelle paritarie non si fa una buona didattica? Diceria metropolitana. Non ci sono docenti di serie A e serie B”

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Nel corso della diretta di Tecnica della Scuola Live del 31 agosto il nostro direttore, Alessandro Giuliani, ha condotto un confronto diretto tra le nostre ospiti Ella Bucalo, responsabile del dipartimento istruzione di Fratelli d’Italia e Barbara Azzarà, la referente istruzione e già consigliera della Città Metropolitana di Torino del Movimento 5 Stelle.

La coalizione di destra e il buono scuole paritarie

Il direttore Giuliani ha chiesto alla Bucalo, nel corso della diretta, come il suo partito intende conciliare la questione del buono scuole paritarie con l’idea della centralità della scuola statale: “FdI ribadisce sempre che la scuola pubblica è al centro ma garantendo la libertà dei genitori di scegliere se iscrivere i figli ad una scuola pubblica o paritaria. C’è un decreto del 2000 che va a equiparare le scuole paritarie con quelle pubbliche, inserendole nel sistema scolastico a tutti gli effetti. I diplomi rilasciati dagli istituti paritari sono equiparati a quelli rilasciati da quelli pubblici”, ha risposto la Bucalo.

Quest’ultima ha poi difeso a spada tratta la qualità dell’insegnamento impartito nelle scuole private, che Giuliani ha fatto notare risulti minore rispetto alle scuole statali: “Io dissento totalmente su questo. Non è assolutamente vero. È una diceria metropolitana che negli istituti paritari non si fa una buona didattica. Non mi sento di offendere migliaia di docenti che lavorano allo stesso livello della scuola statale. Anzi, questi sono stati molto penalizzati negli scorsi anni, ad esempio dall’impossibilità di partecipare al Concorso Straordinario; a loro era stato promesso un concorso per ottenere l’abilitazione di cui non si è saputo più nulla. Non facciamo distinzioni tra docenti di serie A e di serie B”.

Nonostante Giuliani abbia sottolineato il fatto che per essere assunti alla scuola paritaria non si fanno concorsi e che quindi non c’è selezione la Bucalo ha ribadito: “Nelle scuole paritarie comunque i docenti devono avere l’abilitazione, che in questi anni è stato difficile ottenere perché non sono stati fatti concorsi abilitanti. Se parliamo di meritocrazia con i concorsi che abbiamo avuto ultimamente possiamo stendere un velo pietoso. Se dobbiamo parlare di meritocrazia di docenti selezionati con test a crocette la scuola italiana è finita. Non è questa la meritocrazia”, ha concluso su questo punto evidenziando le magagne relative agli ultimi concorsi scuola.

“Si trovano i soldi per tutto ma non per l’organico Covid”

La Bucalo si è posta al fianco del personale Covid, che non è stato rinnovato per il prossimo anno scolastico: “Che la scuola ritorni al centro non bisogna dirlo solo in campagna elettorale. Noi lo abbiamo dimostrato con i fatti. Abbiamo detto che l’istituzione del docente esperto è una vergogna, abbiamo presentato emendamenti. Il DL 36 è un’ulteriore vergogna e offesa per tutto il mondo della scuola. Noi ci siamo opposti da subito, Si tratta di uno sperpero, come per i banchi a rotelle. Quei soldi potevano essere investiti per la formazione, per la riconferma dell’organico Covid. Domani le scuole riaprono e nessuno parla di questo personale che ha garantito la sicurezza nelle scuole. Non si trovano i soldi che invece si trovano per il grosso carrozzone dell’Alta Formazione, per aumenti che sono elemosine. Il mondo della scuola percepisce gli stipendi più bassi non solo dell’Europa ma di tutta la Pubblica Amministrazione. I soldi si trovano per tutto e non per dare dignità a questo personale. Ricordiamoci che ci sono centinaia di migliaia di precari. La scuola deve essere al centro dell’agenda del Governo, non può essere ricordata solo in campagna elettorale, ma ogni giorno”.