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Come affrontare (e risolvere bene) il problema delle reggenze delle scuole

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April 03, 2025

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Il sistema scolastico italiano sta affrontando una serie di sfide che compromettono la sua efficacia e la qualità dell’istruzione. Una delle problematiche più rilevanti è quella delle reggenze, ovvero la gestione delle scuole da parte di dirigenti scolastici che sono già titolari di altre istituzioni.
Questa situazione crea difficoltà organizzative, riduce la capacità di leadership e influisce negativamente sulla qualità della gestione.
Nonostante gli sforzi del Ministero dell’Istruzione e del Merito per risolvere il problema, la questione rimane irrisolta e continua a riguardare un numero significativo di scuole. Tuttavia, ci sono delle soluzioni concrete che potrebbero alleviare il peso di questo fenomeno e migliorare la gestione delle istituzioni scolastiche, come l’inserimento di nuovi dirigenti provenienti dai concorsi recenti e una riduzione della dimensione media delle scuole.
A queste soluzioni si aggiungono importanti risorse, come i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che potrebbero essere meglio gestiti se affidati a dirigenti stabili e titolari.
Il problema delle reggenze potrebbe essere significativamente ridotto se si adottasse una soluzione diversa. Si potrebbe infatti risolvere la questione inserendo nella gestione scolastica coloro che hanno superato il concorso riservato per dirigenti scolastici, e chi si inserirà nelle graduatorie del concorso ordinario. Con questa integrazione, sarebbe possibile utilizzare i dirigenti scolastici vincitori di entrambi i concorsi per ridurre il numero di scuole in reggenza, assegnando un dirigente a ogni istituto e garantendo la presenza di una figura di riferimento per ciascuna scuola.
Inoltre, sarebbe auspicabile puntare su una riduzione media del numero di alunni per scuola a 700, come misura per migliorare l’efficienza complessiva del sistema. Questo approccio consentirebbe di ridurre la necessità di reggenze, garantendo al contempo un migliore supporto ai dirigenti scolastici, che potrebbero gestire in modo più adeguato un numero di alunni e strutture più contenuto.
Tuttavia, se non affrontato correttamente, questo processo rischia di compromettere l’efficacia del servizio scolastico, riducendo la qualità della leadership educativa e la capacità di gestire in modo ottimale le esigenze delle scuole.
Infine, è importante considerare che i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano una risorsa fondamentale per il rilancio del sistema educativo. I dirigenti scolastici, se opportunamente presenti e con una visione strategica a lungo termine, potrebbero sfruttare al meglio queste risorse per innovare, migliorare l’offerta formativa e modernizzare le infrastrutture scolastiche. Al contrario, i reggenti, spesso già oberati da impegni in altre scuole, potrebbero trovarsi in difficoltà nell’utilizzare in modo efficace questi fondi, con il rischio di non cogliere appieno le opportunità offerte dal PNRR. Pertanto, una gestione stabile e competente delle scuole è cruciale per garantire che tali risorse siano impiegate in modo efficiente e proficuo per il futuro del sistema scolastico.

Gioconda Martucci