Home Archivio storico 1998-2013 Generico Confederali: se Governo non ferma i tagli andremo alla mobilitazione

Confederali: se Governo non ferma i tagli andremo alla mobilitazione

CONDIVIDI
  • Credion
Compatti nella protesta e nell’annunciare una mobilitazione per sensibilizzare il Governo a proposito dei tagli alla scuola previsti in Finanziaria, il rinnovo del contratto scaduto e l’emergenza precariato. Così si sono presentati alla stampa i sindacati Confederali della Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola in una conferenza stampa organizzata l’8 settembre a Roma per fare il punto della situazione in vista del nuovo anno scolastico. “Non si può escludere nessuna forma di protesta: dal volantinaggio allo sciopero generale. Su questo punto siamo uniti”, ha spiegato Enrico Panini, segretario generale Flc-Cgil, che assieme a Francesco Scrima, segretario generale Cisl e Massimo Di Menna, segretario Uil, annuncia anche “azioni di mobilitazione” qualora con il governo “non si aprirà un confronto”.
I tra hanno presentato i numeri relativi a retribuzioni, precari e spesa per l’istruzione che, secondo i dati forniti, in Italia è ferma al 4,6% del Pil contro la media Ocse del 5,1%.
I leader di comparto appartenenti ai sindacati Confederali hanno anche annunciato che il 26 settembre incontreranno il presidente del Consiglio Romano Prodi. Gli diranno quello che sostengono da tempo: “la manovra non può, in alcun modo prevedere, tagli”, ribadisce Massimo Di Menna, il quale però precisa anche: “lo sciopero è uno strumento e non un obiettivo. Attendiamo il confronto”. Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Scrima: la Finanziaria “non può contenere in alcun modo tagli alla scuola, casomai fondi” per il rinnovo del contratto, e sottolinea che “le 23 mila nomine di docenti non appartengono a questo governo”, il quale “fino ad ora non ha stanziato un centesimo” per la scuola. Ora la replica, sottoforma di fatti, spetta al Governo.