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Contratto mobilità, difficoltà al tavolo della trattativa; Cgil,Uil, Snals e Gilda chiedono un incontro politico preliminare

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Lunedì 20 è convocato il tavolo per la prosecuzione della trattativa in materia di mobilità, ma i sindacati che hanno proclamato lo sciopero del 10 dicembre (Cgil, Uil, Snals e Gilda) fanno sapere al Ministro che non saranno presenti all’incontro se non ci sarà un chiarimento su tutte le questioni aperte.

La lettera di Cgil, Uil, Snals e Gilda

“In questo contesto – scrivono i 4 sindacati in una lettera indirizzata al Ministro – riteniamo che sia preliminare oltre che opportuno un incontro, teso a verificare le condizioni con cui il governo intende portare avanti le azioni politiche sulla scuola che, per parte delle scriventi, meritano un affidamento sugli obiettivi generali e specifici di natura politica e negoziale da mettere in campo”.
Secondo i sindacati si tratta infatti di “(ri)trovare le ragioni di un confronto che non può che partire dopo un esame di merito e di valutazione politica delle parti e non da convocazioni di cui si ignorano gli obiettivi che non possono essere derubricati ad incontri di natura tecnica”.

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Al di là di tutto, però, la trattativa sulla mobilità è tutta in salita perché il nodo dei vincoli è tuttora irrisolto e si aspetta che, nella legge di bilancio, venga inserito un emendamento che consenta di superare le regole fissate dalla legge 159 del dicembre 2019 volute dall’allora ministro Lorenzo Fioramonti.

Mobilità senza contratto?

Nel caso in cui non si dovesse riuscire ad eliminare i vincoli o almeno quelli relativi alle assegnazioni provvisorie, non è neppure scontato che il contratto venga sottoscritto. Se così fosse, nel prossimo triennio la mobilità potrebbe essere regolata semplicemente da una ordinanza ministeriale emanata dal Ministero senza l’accordo con le organizzazioni sindacali.
Sarebbe una soluzione certamente legittima ma che rischierebbe di appesantire ulteriormente i rapporti fra le parti.