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Coronavirus, lettera aperta agli studenti

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In questo momento di prova, di paura, di rinunce, di forzato isolamento, un’ ombra altissima continua inesorabilmente ad offuscare le vostre libertà, la vostra gioia di vivere, di giocare, di ridere e scherzare  con i propri amici.

Ciascuno di voi sicuramente sogna e desidera il ritorno ad una normalità, a volte, poco apprezzata.

Icotea

La primavera, ormai vicina, inizia a diffondere il profumo dei fiori, il paesaggio è abbellito dagli incantati ricami delle foglie e il desiderio della sabbia impastata  di conchiglie è più forte.

Restare a casa è come una necessaria forzatura che vi proietta in un brutto sogno. Il mondo  e il nostro paese sono  come una grande casa su cui il sole versa cascate di fuoco che, a volte, divorano la speranza.

Imprigionati nell’odore dei muri, chiusi nel vostro piccolo recinto, ma con tanta voglia di rispondere  presto al richiamo del sole, della terra, dell’erba, degli amici,  responsabilmente e serenamente, senza perdere la fiducia, state  raccogliendo  l’invito a non uscire,   contribuendo così ad accelerare, si spera,  la  guarigione da questo male.

In questi giorni che possono sembrare tutti uguali, vi sta accompagnando una relativa calma e  serenità,  lo studio, il contatto con i vostri docenti, i vostri genitori  e  state dimostrando una perfetta maturazione che erige intorno a voi un muro di sapienza che quasi non fa rimpiangere le felici stagioni.

Anche se un’ imperscrutabile incognita  pende sulla vostra e nostra quotidianità, il pensiero non  può non andare  al dolce frastuono delle aule scolastiche, agli sguardi incrociati lungo il cammino,  alla vostra riparata, silenziosa, irrequieta, spensierata e tenera  adolescenza.

Nel  vostro cuore, sicuramente, pur nella consapevolezza che niente può compensare o ripagare alcune  dolorose rinunce,  si affacciano le  immagini   del mare, del bagliore del sole, del palpitare del vento, dei movimentati locali,  strade, piazze, città.

Purtroppo, nei gomitoli delle strade del mondo  smarrita  vaga  la nostra  e vostra anima, ma non bisogna arrendersi, la vita ha anche le sue ricompense,  la paura e  la tristezza non   possono  vincere la fame di cose, di  gioie, di attrattive.

Erompere dalla prigione, allontanarsi dai cupi silenzi di ghiaccio, cancellare la nebbia dell’esilio, stringersi attorno per riscaldare il cielo con l’alito delle vostre voci è tutto ciò  che, in questo momento,  tutti desideriamo.

Il Virus è un guardiano facile da ingannare. Restiamo a casa e prepariamoci per pregustare   il tremito trionfale di quella libertà di cielo e di spazio  che rallegra gli occhi protetti, oggi, da un invalicabile steccato.

Insieme andrà tutto bene.

Fernando Mazzeo