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Cosa studiare per trovare lavoro nei prossimi anni? 2 alunni su 3 si specializzeranno in competenze che oggi non esistono

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Il mercato del lavoro è in rapidissima trasformazione, sia nelle logiche contrattuali con più flessibilità sia nelle mansioni che subiranno sempre di più un massiccio turnover. Alcuni settori entro il 2020 perderanno diversi milioni di posti di lavoro, mentre nel settore della tecnologia, matematica ed ingegneria si avrà una forte crescita nell’occupazione. Data Scientist, Social Media Manager, esperto di Big data. Questi sono alcuni dei lavori attuali e del futuro, professioni che solo fino a pochi anni non esistevano su nessun CV.

Il 65% degli allievi svolgeranno lavori che oggi nemmeno immaginiamo

Ma il contesto di riferimento del mercato del lavoro del futuro non può essere compreso senza analizzare un dato che più di tutti fornisce una indicazione chiara di quello che potrebbe succedere ai mestieri del futuro. Lo studio della World Economic Forum dice che il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola, una volta diplomati o laureati, svolgeranno dei lavori che ad oggi ancora non esistono, ma che possiamo provare solo ad ipotizzare.

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Il Corriere Della Sera ha approfondito la questione del futuro dei nostri studenti in un interessante articolo in cui pone in evidenza come possibili cause della disoccupazione giovanile nella lunga crisi economica , nel precariato e nella mancanza di un credibile sistema di meritocrazia.

Gli esperti prevedono che intorno al 2020 si verificherà la perdita di 7 milioni di posti di lavoro in diversi settori tra cui quelli che svolgono ruoli amministrativi, mentre ci sarà un incremento di oltre 2 milioni di posti di lavoro in settori che riguardano la matematica, la tecnologia e l’ingegneria.

Analizziamo alcuni contesti che stanno subendo delle modifiche con impatti sul mondo del lavoro.

Serviranno specializzati nel commercio

Nonostante nelle grandi città si continua ad investire nella costruzione di grandi centri commerciali il futuro del settore è dell’e-commerce che sta completamente stravolgendo le logiche del commercio. In prospettiva ci sarà bisogno sempre meno di commessi non specializzati ma sempre più di specializzati nel commercio. Sono in crescita le aziende che investono, infatti sulla pubblicità, sulla gestione del marchio online, cosi come ci sono figure professionali sempre più che reali come il Manager dell’e-commerce, e il Seo manager (search Engine Optimization,) che si occupa dell’ottimizzazione di un sito web per il posizionamento nei motori di ricerca , utili per aumentare il grado di visibilità del sito.

Un altro aspetto importante per quanto riguarda l’analisi delle prospettive occupazionali riguarda la sostituzione della forza di lavoro manuale con le macchine: alcuni mestieri in ambito manifatturiero, nella pesca e nell’agricoltura saranno sostituiti dai macchinari che sono in realtà presenti da diversi anni ma che si ipotizza subiranno una ulteriore forte accelerazione.

In settori come l’istruzione e la salute le macchine, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non sostituiranno il lavoro umano e professionale ma ne affiancheranno le attività come supporto ed integrazione.

Per avere una possibile chiave di lettura delle professioni del futuro, vanno individuati tre grandi filoni: le nuove tecnologie che includono la programmazione, il coding, l’intelligenza artificiale, le analisi dei dati che pioveranno dai tanti sensori che le soluzioni di IoT avranno sparso dappertutto: ecco allora l’esigenza di avere chi sarà in grado di leggere questi dati come il Data Scientist.

Ancora spazio alla salvaguardia dell’ambiente

Il secondo filone riguarda il green job cioè i lavori che riguardano la lotta all’inquinamento, la salvaguardia dell’ambiente e il risparmio energetico. Ma i nuovi posti di lavoro saranno anche per chi si occuperà del riciclo dei rifiuti o per le costruzioni a zero impatto ecologico.

Il terzo processo che avrà impatti sul mondo del lavoro riguarda il mondo degli anziani. In uno scenario che vede alzarsi l’età media della popolazione (la popolazione italiana per il 22,3% ha oltre 65 anni, e tale percentuale aumenterà sempre più nei prossimi anni.)ci sarà sempre più bisogno di persone che si prendono cura delle persone anziane.

Il punto dell’occupazione in Italia

In questo quadro, qual’é lo stato dell’arte della formazione in Italia?

La strada da fare è ancora molto lunga per poter affermare che la scuola sia in grado di preparare gli studenti alle professioni del futuro.

Basti pensare che solo il 30% degli italiani dichiarano di avere delle conoscenze informatiche e nelle scuole solo uno studente su 8 ha a disposizione un pc.

Investiamo poco nella ricerca o comunque meno di altri Paesi Europei , con l’1,3% del Prodotto Interno Lordo contro la media del 2% di Paese come la Germania

Ma cosa ha fatto negli ultimi anni il ministero dell’Istruzione e della Ricerca per creare dei corsi di studio che diano concrete possibilità di formazione ai giovani in Italia su temi specifici come ad esempio quello dei Big Data? Secondo un rapporto promosso dal Miur del 2016, non mancano i corsi di specializzazione o master post laurea, ma nelle università pubbliche, ad oggi, esistono solo due lauree triennali in data science e tre corsi di laurea magistrale.

Per quanto riguarda il “coding” è importante insegnare fin dalle scuole elementari gli elementi di emancipazione dalla tecnologia attraverso il linguaggio di programmazione perché saper programmare vuol dire essere in grado di ordinare in futuro ad una macchina come svolgere il suo lavoro.

Alcune note parzialmente positive ci sono: nella legge finanziaria approvata nel dicembre 2017, è previsto un finanziamento fino a 30milioni di euro per gli istituti tecnici superiori (Its) per l’incremento degli strumenti tecnologici legati allo sviluppo dell’industria 4.0. Si prevede inoltre l’istituzione di un Fondo (fino a 250 milioni annui dal 2019) per finanziare i progetti proposti dal pubblico e dal privato per lo sviluppo del capitale immateriale. Questo è quanto il Parlamento è riuscito a mettere in campo ad oggi come investimento per i prossimi anni, lasciando ad oggi il tema della formazione del tutto aperto. Un tema che andrebbe affrontato a tutto tondo, nella formazione, nelle strutture troppo vecchie, nella mentalità di studenti ed insegnanti.