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Didattica a distanza, l’esperienza di un liceo di Parma della rete Avanguardie Educative

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Con il dirigente scolastico Aluisi Tosolini parliamo dell’iniziative in materia di didattica a distanza condotte nelle scuole di cui è responsabile.

Quali caratteristiche hanno le sue scuole?
Dirigo due scuole. Il Liceo Attilio Bertolucci a Parma e, in reggenza, il Comprensivo Val Ceno, una intera valle sugli Appennini.
Il liceo Bertolucci è Scientifico, Musicale e Sportivo. Conta circa 1000 studenti e 140 docenti. L’IC Val Ceno è distribuito su 5 comuni, ha 11 plessi tra infanzia, primaria e secondaria di I Grado per circa 550 alunni e oltre 100 docenti.

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Quando avete avviato le attività?
Al liceo Bertolucci le attività di didattica a distanza sono partite già il 25 febbraio, ovvero il secondo giorno di sospensione delle lezioni che da noi è iniziata il 24 febbraio. Il 24 febbraio una task force di docenti, guidata dalla referente per l’innovazione didattica Silvia Fontana, ha messo a punto le prime linee guida e il giorno dopo siamo partiti trasferendo on line l’offerta formativa utilizzando piattaforme e strumenti già in uso normalmente da anni al liceo.
All’ Ic Val Ceno siamo partiti più lentamente, vista anche la specificità dell’istituto e l’età degli allievi.
Attualmente le attività a distanza coinvolgono sostanzialmente tutti gli studenti del Liceo Bertolucci e al comprensivo maestre e professori hanno preso contatto con tutti gli allievi e stanno gestendo la comunicazione con gli stessi tenendo conto dell’età

Quali sono stati i primi provvedimenti messi in atto alla notizia della sospensione delle attività didattiche?

Il liceo Bertolucci fa parte (ne è anzi uno dei fondatori) del Movimento Avanguardie Educative ed è polo regionale di Avanguardie.
Dico questo perché tra tutti i gruppi e chat cui sto partecipando quello delle scuole Polo AE è decisamente quello nel quale si lavora con maggiore creatività e competenza pedagogica per rispondere all’emergenza condividendo anche e soprattutto con altre scuole italiane – nella forma del gemellaggio – supporto alla costruzione dei percorsi di didattica a distanza e nella collaborazione stretta con il Ministero.
E’ dentro questo gruppo che è nato il manifesto #lamiascuolanonsiferma 

Ormai è tutto un fiorire di iniziative di DAD (didattica a distanza)…

In questo periodo, occorre pur dirlo, nascono come funghi fantomatici esperti e geni della didattica a distanza che offrono soluzioni mirabolanti e miracolose.
Io credo invece che l’improvvisazione possa fare solo danni.
Al Bertolucci da 10 anni facciamo innovazione e innovazione digitale e per noi non è stato un problema significativo trasferire tutto in un nuovo palinsesto frutto di un mix tra attività sincrone e asincrone.

Qual è l’elemento che fa la differenza?
Voglio sottolineare un punto fondamentale: noi siamo partiti da una cornice culturale pedagogica, da una lettera che ho inviato a tutta la comunità del liceo il 24 febbraio e che ha dato il via a quella che – rifacendosi ad una poesia di Attilio Bertolucci – abbiamo definito Assenza più acuta presenza – apprendere e studiare al Liceo Bertolucci al tempo del corona virus.

Siete anche liceo musicale. Come vi regolate per le attività più strettamente tecniche, come per esempio lo studio e la pratica dello strumento musicale?
Abbiamo fatto partire anche le lezioni di strumento (lezioni di esecuzione e interpretazione) a distanza così i docenti possono seguire gli studenti che suonano i diversi strumenti
Su questo il coordinatore del musicale, Alberto Spinelli, ha anche tenuto un seguitissimo davvero splendido webinar per il ministero e l’indire

Come vi regolate per le riunioni e gli incontri fra i docenti?
Sabato 29 febbraio abbiamo fatto il primo collegio docenti a distanza in modalità asincrona con la previa presentazione e discussione del documento che è stato poi votato il sabato pomeriggio (in modalità certificata e univoca) da 130 docenti su 140.
Nella delibera si affrontavano già temi che oggi sono cruciali, ovvero: la calibrazione del peso delle attività a distanza, l’importanza del non concentrarsi solo sui contenuti ma la necessità di lavorare anche sulla relazione e sul “prendersi cura” sul mantenere legami; il nodo della valutazione.

Avete coinvolto anche i genitori?
Il 5 marzo abbiamo fatto 41 assemblee di classe in video conferenza per genitori guidate dai coordinatori di classe che – utilizzando un testo che abbiamo scritto in modalità cooperativa il giorno prima in un’altra  riunione in video conferenza – hanno presentato le nostre scelte e le nostre priorità.
Alle assemblee hanno partecipato 750 contatti singoli e quindi 750 famiglie su 1000 studenti. Una cosa mai vista !
Il nostro obiettivo ora è passare dalla sola didattica a distanza alla “scuola a distanza.
Oggi, 11 marzo, teniamo i consigli di classe – sempre in video conferenza – per i soli docenti e per la settimana prossima sono convocati in video conferenza i consigli di classe con rappresentanti genitori e studenti. Lo stesso accade al comprensivo.
Eravamo pronti a convocare il consiglio di istituto per approvare il conto consuntivo ma le recenti disposizioni del Ministero hanno rinviato tutto e quindi al momento ci siamo fermati.

E per gli studenti?
Proprio in queste ore ho avuto una incredibile sorpresa.
Una classe di studenti (una quinta) si è autoorganizzata convocando una assemblea di classe a distanza.
Hanno discusso sull’andamento delle attività didattiche e hanno redatto persino un regolare verbale che mi hanno inviato.
Devo ammettere di essere rimasto quasi senza parole nel constatare senso di responsabilità e capacità organizzative di questa classe.

Sono state messe in campo specifiche risorse economiche in questa situazione?
Adesso assolutamente no. Le abbiamo messe in campo prima, con 12 anni di investimenti per dotarci di strumentazioni e protocolli di azione didattica digitale.

Avete seguito una specifica formazione?
No, ma come per gli investimenti, non lo abbiamo fatto perchè da 12 anni , ovvero dalla data di nascita del liceo Bertolucci, facciamo costante formazione sul digitale, e sull’innovazione didattica. Diciamo che in questo frangente i docenti che erano più refrattari hanno dovuto recuperare il loro personale gap e lo hanno fatto anche grazie al supporto della maggioranza dei colleghi esperti.