Il nuovo DigComp 3.0 è da poco disponibile e sta già diventando un punto di riferimento imprescindibile per chi insegna. La sua uscita segna un passaggio importante: non basta più “sapersela cavare” con il digitale, occorre padroneggiare un quadro aggiornato che guidi le scelte didattiche, soprattutto quando si parla di cittadinanza digitale ed educazione civica. Per molti docenti, però, il bisogno è chiaro: comprendere davvero cosa cambia e come applicarlo nella pratica quotidiana. VAI AL CORSO
Sempre più spesso i docenti si trovano a progettare attività che richiamano competenze digitali, cittadinanza digitale ed educazione civica… ma senza avere un quadro strutturato che li guidi davvero. Il rischio è lavorare “per tentativi”, con strumenti poco coordinati e risultati disomogenei. Esiste invece un riferimento preciso, aggiornato e completo – il DigComp 3.0 – che può diventare una bussola concreta per dare coerenza alle scelte didattiche di ogni giorno.
Molti insegnanti conoscono solo parzialmente il DigComp o non hanno avuto occasione di approfondirne l’evoluzione. Capire cosa cambia dal 2.2 al 3.0, quali sono le cinque aree di competenza e come si articolano i livelli di padronanza permette di leggere in modo nuovo ciò che già accade nelle UDA. Lavorare con un modello comune, inoltre, aiuta a collegare competenze digitali, PTOF, educazione civica e percorsi di cittadinanza digitale.
Il bisogno principale dei docenti non è “conoscere la teoria”, ma capire come tradurla in progettazione concreta. Un approccio pratico, fatto di casi d’uso, mappature delle competenze già presenti e costruzione guidata di attività, consente di integrare il quadro europeo nella didattica quotidiana. Lavorare su UDA digitali, rubriche valutative e strumenti di autovalutazione permette di sperimentare subito ciò che si apprende.
Molti insegnanti utilizzano strumenti digitali, ma pochi hanno l’occasione di farlo in modo critico e orientato agli obiettivi educativi. Dedicare tempo a sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale, dei LLM e dei chatbot didattici aiuta a trasformare queste tecnologie da “novità interessante” a risorse progettuali. Costruire un prototipo, testarlo, valutarne la ricaduta in classe consente di mettere a fuoco competenze, limiti e potenzialità, e di scegliere con maggiore consapevolezza.
Se questi bisogni ti risuonano — un quadro chiaro, strumenti pratici, tecnologie da usare con criterio — allora investire in un percorso mirato può fare davvero la differenza nella tua didattica quotidiana.
Su questi argomenti il corso Come utilizzare DigComp3 per progettare e innovare, a cura di Aluisi Tosolini, in programma dall’8 gennaio.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
Gestire la scuola mese per mese (e-learning)
L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio
Giochiamo con il calcolo mentale
Le responsabilità del docente: penale, civile e disciplinare
Competenze comunicative nella scuola dell’infanzia
Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema