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14.12.2025

DigComp 3.0 pubblicato, non basta più sapersela cavare con il digitale: cosa cambia per la didattica?

Il nuovo DigComp 3.0 è da poco disponibile e sta già diventando un punto di riferimento imprescindibile per chi insegna. La sua uscita segna un passaggio importante: non basta più “sapersela cavare” con il digitale, occorre padroneggiare un quadro aggiornato che guidi le scelte didattiche, soprattutto quando si parla di cittadinanza digitale ed educazione civica. Per molti docenti, però, il bisogno è chiaro: comprendere davvero cosa cambia e come applicarlo nella pratica quotidiana. VAI AL CORSO

Sempre più spesso i docenti si trovano a progettare attività che richiamano competenze digitali, cittadinanza digitale ed educazione civica… ma senza avere un quadro strutturato che li guidi davvero. Il rischio è lavorare “per tentativi”, con strumenti poco coordinati e risultati disomogenei. Esiste invece un riferimento preciso, aggiornato e completo – il DigComp 3.0 – che può diventare una bussola concreta per dare coerenza alle scelte didattiche di ogni giorno.

Perché serve un quadro di riferimento chiaro

Molti insegnanti conoscono solo parzialmente il DigComp o non hanno avuto occasione di approfondirne l’evoluzione. Capire cosa cambia dal 2.2 al 3.0, quali sono le cinque aree di competenza e come si articolano i livelli di padronanza permette di leggere in modo nuovo ciò che già accade nelle UDA. Lavorare con un modello comune, inoltre, aiuta a collegare competenze digitali, PTOF, educazione civica e percorsi di cittadinanza digitale.

Portare il DigComp dentro la progettazione reale

Il bisogno principale dei docenti non è “conoscere la teoria”, ma capire come tradurla in progettazione concreta. Un approccio pratico, fatto di casi d’uso, mappature delle competenze già presenti e costruzione guidata di attività, consente di integrare il quadro europeo nella didattica quotidiana. Lavorare su UDA digitali, rubriche valutative e strumenti di autovalutazione permette di sperimentare subito ciò che si apprende.

Tecnologie e AI: dalla curiosità alla consapevolezza didattica

Molti insegnanti utilizzano strumenti digitali, ma pochi hanno l’occasione di farlo in modo critico e orientato agli obiettivi educativi. Dedicare tempo a sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale, dei LLM e dei chatbot didattici aiuta a trasformare queste tecnologie da “novità interessante” a risorse progettuali. Costruire un prototipo, testarlo, valutarne la ricaduta in classe consente di mettere a fuoco competenze, limiti e potenzialità, e di scegliere con maggiore consapevolezza.

Se questi bisogni ti risuonano — un quadro chiaro, strumenti pratici, tecnologie da usare con criterio — allora investire in un percorso mirato può fare davvero la differenza nella tua didattica quotidiana.

Il corso

Su questi argomenti il corso Come utilizzare DigComp3 per progettare e innovare, a cura di Aluisi Tosolini, in programma dall’8 gennaio.

I corsi della Tecnica della Scuola

Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:

WEBINAR

E-LEARNING

CORSI PER LE SCUOLE

CORSI DI PREPARAZIONE AI CONCORSI

CORSI DI ALTA FORMAZIONE

I corsi del momento

Gestire la scuola mese per mese (e-learning)

Sostegno: corso intensivo per docenti incaricati senza titolo – Supporto, consulenza professionale e affiancamento

L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio

Giochiamo con il calcolo mentale

Le responsabilità del docente: penale, civile e disciplinare

Competenze comunicative nella scuola dell’infanzia

Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema

L’importanza della voce nell’insegnamento

Gestione dei problemi comportamentali

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