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Digitale, inseriamo una nuova materia da studiare a scuola: la proposta della Ministra Pisano

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Il digitale sta prendendo sempre più piede nel mondo della scuola. E sarà sempre più in questa direzione nei prossimi anni. Ecco perchè la Ministra dell’Innovazione tecnologica e della Digitalizzazione Paola Pisano propone di inserire una materia a scuola per rendere gli studenti più consapevoli sulla cultura digitale.

Una nuova materia da far studiare a scuola: il digitale

In una lettera scritta dalla Ministra pubblicata su Repubblica, Pisano infatti scrive: “La delega che mi è stata assegnata richiede tra l’altro di compiere tutte le attività necessarie ad assicurare, in raccordo con le amministrazioni interessate, lo sviluppo e la diffusione delle competenze necessarie per un adeguato uso delle tecnologie digitali nei mondi della scuola, dell’università“.

Ecco perchè la Ministra ha proposto alla collega Lucia Azzolinadi inserire nei programmi didattici di tutte le scuole una nuova materia. È in corso su questo una riflessione comune della quale la ringrazio. Lascerei al confronto tra autorità ed esperti scegliere se l’insegnamento andrà chiamato scienza dell’innovazione tecnologica o con il nome o i nomi più adatti a seconda dei cicli scolastici. A contare è che questa disciplina permetta ai nostri ragazzi di disporre, in maniera sistematica, di competenze digitali utili sia per il lavoro sia nella vita quotidiana. Per bambini e adolescenti lo studio dovrebbe riguardare, oltre alle opportunità, le insidie della Rete e il rispetto della dignità altrui sul web”.

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Benefici per tutti: docenti e studenti

L’impatto di un inserimento della materia sul digitale e l’innovazione tecnologica a scuola potrebbe avere ricadute importanti. Anche per gli insegnanti: “Lo considero un progetto di valore sociale, non solo economico. Comporterebbe l’assunzione di nuovi docenti. Offrirebbe occasioni di aggiornamento professionale al nostro prezioso corpo insegnante“.

Invece, secondo Pisano, i benefici per gli studenti saranno le competenze che potrebbero acquisire: “dalla storia dell’innovazione all’applicazione del diritto nei canali digitali, dalla sicurezza cibernetica al riconoscimento delle fonti accreditate per un’informazione accurata online, dall’utilizzo dei big data e del machine learning (l’apprendimento da parte delle macchine) alle nuove tecnologie adatte a uno sviluppo sostenibile”. Non saranno vezzi, per i professionisti di domani“, precisa la Ministra Pisano.

Il digitale già presente nell’educazione civica

Ricordiamo che sul tema digitale già il Governo italiano ha aperto una finestra: la legge 92 del 2019 sull’“Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica“, prevede un capitolo dedicato proprio al digitale a scuola:  uno dei nuclei centrali della nuova educazione civica è quello della cittadinanza digitale al quale, peraltro, è dedicato l’intero articolo 5 della legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti.
Per “Cittadinanza digitale”, si chiarisce, deve intendersi “la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali”.

Educazione civica e cittadinanza digitale: la sezione dedicata

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