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Distanziamento sociale nelle scuole: una possibile soluzione

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La difficoltà sostanziale guardando al prossimo anno scolastico è una: attuare il distanziamento sociale tra gli studenti.
Il problema si può risolvere mettendo a sistema soluzioni infrastrutturali e di reclutamento del personale docente.

Soluzioni infrastrutturali

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Vediamo quanti studenti può contenere un’aula che rispetti la regola del distanziamento sociale di un metro. Immaginiamo lo studente al centro di un quadrato di lato due metri, la superficie di cui avrà bisogno misurerà quattro metri quadrati. In un’aula non ci sono solo gli studenti, ci sono appendiabiti (anche questi da distanziare), uno o due insegnanti, un computer, una cattedra, un armadio, i cestini per la raccolta differenziata e persino il portaombrelli. Quindi in definitiva 4,3 metri quadrati per studente. Per fare un esempio pratico: un’ aula di 42 mq che fino a ieri poteva ospitare 21 studenti, ora ne potrà ospitare nove!

Come risolvere il problema degli spazi quando in una scuola  il numero delle classi potrebbe più che raddoppiare? Si può risolvere in primis attivando gli enti locali per una ricognizione degli edifici pubblici inutilizzati e che da qui a settembre possono essere adibiti ad accogliere studenti; in mancanza di nuove strutture si possono prevedere dei turni in cui alternativamente  alcune classi svolgono le lezioni al mattino, altre il pomeriggio.

 

Reclutamento del Personale docente

L’ aumento del numero delle classi comporta una maggiore richiesta di personale docente che può essere assunto con contratto a tempo determinato dalle graduatorie di istituto in vigore. E se non bastano? Si possono interpellare i docenti che hanno dato disponibilità presentando la MAD presso le scuole. E se non dovessero bastare le MAD? Si può lavorare in sinergia con le segreterie delle università e reclutare i migliori laureati degli ultimi anni! La ricerca di personale andrebbe fatta al più presto, entro giugno, per permettere a luglio la formazione dei docenti alla prima esperienza di insegnamento.

Ad emergenza finita si potrà pensare a svolgere concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato dei docenti, ora le priorità sono altre!

Ad emergenza finita ci ritroveremo classi con un numero di studenti tale da permettere didattica inclusiva e di alta qualità!

Concludendo, la situazione attuale in cui si trovano le scuole italiane a causa dell’emergenza sanitaria può essere occasione di miglioramento per l’intero sistema scolastico se il cambiamento, a cui necessariamente si sta andando incontro per il prossimo anno scolastico, diventerà strutturale.

 

Chiara Campisi