Home Attualità Docente esperto: il decreto va avanti, modifiche impossibili

Docente esperto: il decreto va avanti, modifiche impossibili

CONDIVIDI

Prosegue al Senato l’esame del DL 115 che, come è noto, all’articolo 38 contiene le norme relative alla istituzione della figura del “docente esperto”.
Nel pomeriggio di mercoledì 31 agosto le Commissioni riunite Finanze e Bilancio hanno iniziato ad entrare un po’ nel merito del provvedimento ma si sono soffermate quasi esclusivamente sulle disposizioni a carattere più strettamente economico (super-bonus, caro bollette e così via).


Da segnalare che nella sua relazione introduttiva il senatore del M5S Daniele Pesco ha sottolineato che la questione del docente esperto va approfondita bene sotto il profilo della copertura finanziaria.
Il DL 36, infatti, prevedeva il riconoscimento di un elemento retributivo una tantum per i docenti che parteciperanno alle attività formative “incentivate”, mentre adesso l’articolo 38 del DL 115 prevede il riconoscimento della qualifica di “docente esperto”  con un relativo incremento stipendiale stabile.
QuesQ Questa “novità” introduce quindi un onere finanziaria stabile per la Pubblica Amministrazione e questo – ha fatto sottintendere Pesco – impone che si fissi in qualche modo un tetto di spesa (proprio per questo il numero dei docenti esperti non può superare le 8mila unità all’anno).
Ed è uno dei motivi per cui potrebbe diventare complicato, e forse impossibile, riconoscere la qualificata a un numero maggiore o comunque “imprecisato” di docenti.

Quanto alla possibilità che l’articolo 38 venga abrogato del tutto ci sono molti dubbi. Intanto questa soluzione non sarebbe condivisa dal Governo.
E lo stesso senatore dem Daniele Manca ha evidenziato che, tenuto conto della ristrettezza dei tempi, sarebbe bene limitarsi ai soli emendamenti condivisi da tutte le forze politiche.
Ad ogni modo, fino a questo momento l’unico emendamento soppressivo dell’articolo 38 di cui si ha notizia ufficiale è quello presentato dalla senatrice Loredana De Petris (LeU). Nel corso della seduta di oggi, però, all’annuncio di De Petris non ha fatto seguito nessun intervento di altri senatori.
Nella giornata di giovedì e venerdì non sono in programma ulteriori sedute delle Commissioni che dovrebbero però incontrarsi nuovamente nella mattinata del 6 settembre, poche ore prima dell’avvio dei lavori in aula.


Va detto che in queste ore le Commissioni hanno anche acquisito proposte e osservazioni di altri soggetti.
In un proprio documento, la Cgil ha chiesto lo stralcio dell’articolo 38 osservando che le disposizioni in esso contenute “rappresentano una grave invasione di campo su materie quali la formazione in servizio e la valorizzazione professionale dei docenti, che dovrebbero essere demandate alla contrattazione di settore e alla autonomia professionale dei docenti e non essere definite e finanziate con un decreto”.
Quello previsto dall’articolo 38 sarebbe, secondo la Cgil, “un meccanismo estremamente selettivo, ingiusto e divisivo della categoria, che sottrae risorse che invece andrebbero destinate al rinnovo del CCNL (scaduto da più di tre anni) e alla valorizzazione complessiva di tutto il corpo docente (tra i meno pagati a livello europeo)”.