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Aggiornato il 11.11.2025
alle 12:46

Docenti di sostegno: molti fanno questo lavoro per ripiego, altri sono esclusi dai colleghi: cosa cambiare? – SONDAGGIO

Attorno ai docenti di sostegno si muove un mondo spesso frainteso. C’è chi sceglie questo ruolo con convinzione, ma anche chi ci finisce per ripiego, spinto dalle graduatorie o da una cattedra che “almeno è vicina a casa”. E così, quello che dovrebbe essere un compito delicatissimo – accompagnare un alunno nel suo percorso di crescita e inclusione – rischia di diventare un incarico di serie B, vissuto con distacco o frustrazione. Il risultato? Una figura essenziale per la scuola viene svuotata del suo senso più profondo.

Eppure, anche chi nel sostegno crede davvero, spesso si trova a combattere da solo. I colleghi curricolari lo escludono, lo lasciano “gestire il suo alunno” come se non fosse parte della classe. Si parla tanto di inclusione, ma poi il primo a essere escluso è proprio il docente di sostegno. Si invoca la collaborazione, ma si pratica la separazione. Forse sarebbe ora di chiedersi: chi sta davvero includendo chi?

Questo è solo uno dei problemi maggiormente riscontrati da chi vive la scuola (e l’inclusione scolastica) ogni giorno: docenti, studenti, genitori. Ma il sostegno a scuola funziona? Cosa si dovrebbe cambiare?

Il sondaggio

La Tecnica della Scuola chiede ai suoi lettori, in prevalenza docenti: tra docenti di sostegno non specializzati, boom di alunni con disabilità certificata, troppa burocrazia e criticità di vario tipo la domanda nasce spontanea: si riesce concretamente a fare inclusione a scuola?

PARTECIPA AL SONDAGGIO

All’interno del sondaggio troverai le seguenti domande:

Qual è il tuo ruolo?

  • Dirigente
  • Docente
  • Genitore
  • Studente
  • Altro

In quale luogo ti trovi attualmente?

  • Nord
  • Centro
  • Sud
  • Isole

Secondo te, a scuola, si riesce a fare davvero inclusione?

  • No
  • Non so

Quali sono i maggiori problemi relativi al sostegno a scuola a causa dei quali non si riesce a fare bene inclusione?

  • Troppi alunni con disabilità certificata;
  • Docenti di sostegno senza specializzazione che magari fanno sostegno solo per ripiego;
  • Troppa burocrazia: spesso il GLO decide qualcosa che non viene applicata;
  • Barriere architettoniche a scuola;
  • Mancanza di collaborazione tra docenti di sostegno e docenti curricolari;
  • Mancanza di fondi per pagare figure esterne, nei casi di disabilità più gravi.

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