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Docenti, odissea Green Pass in Sicilia

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In Sicilia centinaia di docenti in questi giorni non stanno potendo lavorare regolarmente, impossibilitati a presentarsi a scuola con Green Pass valido, a causa dei continui disservizi della piattaforma regionale per il rilascio del Green Pass da tampone, attiva presso le farmacie convenzionate.

Il sistema regionale va in sovraccarico, rendendo impossibile il caricamento dei dati necessari relativi agli esiti dei tamponi.

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La piattaforma regionale va in blocco per ore, e se si ha prenotazione del tampone in orario pomeridiano, come la maggior parte dei docenti in servizio è costretta a fare, si resta in attesa pomeriggi interi, senza ottenere la certificazione in tempo utile per prendere servizio l’indomani, con tutti i disagi che questa situazione determina ai docenti coinvolti, che sono costretti a prendere permessi non retribuiti, pur di non incorrere nelle pesanti sanzioni previste in assenza di Green Pass e non essere ritenuti assenti ingiustificati.

Una situazione allucinante e paradossale, con danni non solo economici: lo stress e la tensione che siamo costretti a subire in questa circostanza sono lesivi della necessaria serenità per svolgere dignitosamente il nostro lavoro.

Ora, ci stiamo sottoponendo ogni 48 ore a tamponi invasivi, spendendo centinaia di euro, rispettando comunque una legge a nostro avviso ingiusta e discriminatoria, ma non possiamo subire una trattamento così vergognoso, umiliante e vessatorio: è inconcepibile che la regione Sicilia gestisca in modo così approssimativo il tutto, con un accanimento che lede diritti costituzionalmente garantiti, affidandosi ad una piattaforma non funzionante e assolutamente inadeguata a processare il carico delle domande, con un Server che al minimo sovraccarico va in tilt.

Vorrei ribadire che moltissimi lavoratori non possono essere vaccinati per motivi di salute, e che non possono usufruire di esenzione poiché i criteri previsti riguardano una casistica ritenuta fin troppo esigua anche dagli stessi medici, che si ritrovano a sconsigliare da un lato la vaccinazione e dall’altro a non poter certificare l’esenzione alla vaccinazione dei propri pazienti.

In questo universo distopico in cui siamo precipitati, siamo ancora in uno Stato di diritto?

Sofia Giannelli