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Docenti sempre più vecchi: la metà oltre i 50 anni

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Nei prossimi dieci anni ben oltre la metà degli insegnanti della scuola italiana avrà più di 50 anni. E’ quanto rileva uno studio realizzato dalla Uil Scuola dal titolo "La carta di identità del personale della scuola". Secondo il sindacato, entro il 2015 l’età media degli insegnanti passerà dagli attuali 48 anni e mezzo a 54 anni e 4 mesi; la percentuale degli insegnanti con più di 50 anni salirà dall’attuale 45% al 58% nel 2010; nel 2015 i cinquantenni saranno ben il 71% del totale. Nel frattempo scompariranno i giovani docenti: "fra dieci anni – fa sapere la Uil Scuola – solo l’1,7% degli insegnanti avrà un’età inferiore a 35 anni e un insegnante su 10 avrà invece 60 anni o più".
Secondo il sindacato, a fronte di un invecchiamento così galoppante del personale insegnante, "da qui ai prossimi dieci anni bisognerà dare risposte certe e trovare soluzioni nuove ai bisogni previdenziali". Sarebbero almeno due, secondo la Uil Scuola, gli elementi che hanno concorso a questo stato di cose: "da un lato vi è lo spostamento in avanti dell’età dei nuovi assunti, visto che ormai è difficilissimo accedere stabilmente alla professione di insegnante prima dei 35-37 anni, mentre dall’altro non si può non tenere contro della riforma delle pensioni: sia l’innalzamento dell’età minima a 60 anni a partire dal 2008, sia la graduale introduzione di nuovi sistemi di calcolo (dal 2010 in poi molti vedranno la pensione calcolata secondo il sistema misto contributivo-retributivo, con un abbassamento del valore della pensione) determineranno un allungamento sostanziale della vita lavorativa".
Dalla ricerca emerge inoltre un quadro d’età dei docenti tutt’altro che omogeneo rispetto ai vari livelli d’istruzione: se è vero che circa il 50% dei docenti ha superato i 50 anni (nella scuola secondaria di primo grado si arriva al 62,7%), nella scuola dell’infanzia e nella primaria esiste però un apprezzabile numero di insegnanti sotto i 35 anni (rispettivamente il 6,37% e il 10,16%). Ben altra situazione, invece, nella scuola secondaria, dove tale presenza si riduce notevolmente (2,37% nel 1° grado e 2,59% nel secondo grado). "Se consideriamo una età media di conseguimento della laurea verso i 27 anni – spiega il sindacato – possiamo dedurre che ci vogliono come minimo altri 8 anni per ottenere una cattedra stabile nella scuola".
La fase di invecchiamento progressivo è inoltre destinata a mantenersi nel tempo: dai dati in possesso della Uil risulta infatti che l’81,54% dei docenti "di ruolo" è situato nella fascia di anzianità tra gli 11 e i 30 anni: "ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalle attuali regole per ottenere la pensione sia di anzianità che di vecchiaia. Solo l’8% complessivo è vicinissimo o ha raggiunto tali requisiti, percentuale che si riduce a circa il 3,5% per le insegnanti della scuola dell’infanzia e che sale al 10,2% per la scuola secondaria di primo grado. La fascia tra i 6 e i 10 anni di anzianità, complessivamente, supera di poco il 9% (intorno al 5% per la scuola secondaria di 1° e 2° grado)".
Il blocco del turn over risulterebbe ancora più evidente tra il personale Ata (amministrativo, tecnico ed ausiliario), la cui età media complessivamente risulta più avanzata del personale docente: "solo il 2,23% ha meno di 35 anni. Un terzo (31%) ha tra i 50 e i 56 anni – rileva la Uil – mentre la metà (45,52%) ha un’età compresa tra i 36 e i 49 anni e il 21,25% ha più di 57 anni". Nello specifico i Dsga (i Direttori dei servizi generali e amministrativi) risultano per quasi il 60 % sopra i 50 anni, così come il 54,16% dei collaboratori scolastici; gli assistenti tecnici ed amministrativi si collocano invece in maggioranza (52,44%) sotto la soglia del cinquantesimo anno".

L’invecchiamento generale non avrebbe risparmiato nemmeno i dirigenti: per trovare tracce numericamente significative di giovani bisogna infatti partire da un’età di 42 anni, mentre al di sotto di questa età ci sono soltanto il 2,35% di dirigenti scolastici. "Se si pensa che l’età media dei manager della aziende private è intorno ai 40 anni, il dato fa riflettere – commenta la Uil Scuola * ancora di più se pensiamo che oltre la soglia dei 56 anni riguarda circa il 70% dei dirigenti della secondaria di 2° grado, mentre per la scuola di base questo dato si assesta al 48%".

Per fare una valutazione super partes dello stato di invecchiamento dei docenti italiani, il sindacato ha infine voluto fare un confronto con l’Europa: anche in questo caso i numeri parlano chiaramente a nostro sfavore. "Rispetto alla media europea – spiega la Uil – i nostri insegnanti della scuola primaria sono sensibilmente più anziani: i giovani sotto i 30 anni sono il 12,8% nella Ue e solo il 4% in Italia: nella fascia d’età che riguarda gli insegnanti con più di 50 anni siamo alla pari con il Lussemburgo. Solo Svezia e Germania hanno una percentuale di over 50 superiore alla nostra. In generale vediamo che in tutti i Paesi il numero maggiore di insegnanti è addensato nella fascia 40-49 anni".

La Uil Scuola non si è solo soffermata sul fotografare anagraficamente gli insegnanti, ma è voluta andare oltre proponendo un modello di svecchiamento della docenza basato su cinque punti essenziali.
A tal proposito in "Ulteriori approfondimenti" un’intervista a Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola.

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