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Ecco i numeri del nuovo anno: quasi 8 milioni di alunni, più di tutti in Lombardia

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Ci siamo: ancora pochi giorni ed inizierà il nuovo anno scolastico. Per i docenti solo poche ore, visto che saranno chiamati a partecipare al Collegio dei docenti che nel 99 per cento dei casi si svolgerà lunedì 1° settembre.

In attesa che si riprenda, il ministero dell’Istruzione ha reso noti i primi significativi dati, anche se ancora provvisori, sul numero degli iscritti all’anno scolastico 2014/15: a metà settembre sui banchi di scuola si siederanno – tra bambini e ragazzi – in 7.881.838, un numero in linea con quello dell’anno precedente, quando a popolare le classi erano stati 7.878.661 studenti.

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Come al solito, a questi occorre aggiungere tutti gli alunni che frequenteranno le scuole paritarie e quelli di alcune regioni a statuto speciale, come Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.

Il Miur ha anche fornito i dati numerici sui diversi ordini scolastici. Sono 1.022.120 (1.030.364 nel 2013) i piccoli iscritti alla scuola dell’infanzia. Mentre risultano in tuto 2.595.148 (2.596.915) i bambini che frequenteranno la primaria.

Per quanto riguarda le scuole di secondo grado, il totale ammonta 1.651.571 (1.671.375) per gli studenti delle medie. A 2.611.999 (2.580.007) per quelli delle superiori.

Si conferma poi la Lombardia la regione con la popolazione studentesca più nutrita (1.181.434). Seguono Campania (933.864) e Sicilia (769.353). Gli alunni del Lazio saranno invece 739.360. Tra le aree meno popolose ci sono il Molise (41.797) e la Basilicata (83.553).

Per quanto riguarda il calendario, Bolzano inizierà prima di tutti, lunedì 8 settembre. Seguirà Trento due giorni dopo. Pure in Molise il via è previsto per il 10, mentre Valle d’Aosta e Abruzzo partiranno l’11. Nella stragrande parte delle regioni italiane però l’anno scolastico 2014/15 riprenderà il 15. In Puglia e Sicilia, invece, la prima campanella è attesa per il 17 settembre La fine delle lezioni già fissata tra il 6 e l’11 giugno del 2015.PerLazio, Lombardia, Emilia Romagna e Toscanaentra in vigore il calendario “fisso”. Ogni scuola può sempre adottare modifiche: basta che i Collegi dei docenti le abbiano ben motivate rispetto al Pof.