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Facebook, la soglia per iscriversi scenderà a 13 anni: per il fondatore è un’esigenza educativa

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Molti giovani sono iscritti su Facebook, il social network più conosciuto, anche in tenera età: un recente studio condotto dalla rivista americana, Consumer Report, ha evidenziato come Facebook abbia 7,5 milioni di utenti con meno di 13 anni. Tra questi, 5 milioni hanno addirittura meno di 10. Inoltre, la maggior parte di questi profili non viene nemmeno controllata dai genitori. Le attuali norme di accesso – imposte attraverso il Children’s Online Privacy Protection Act – impongono, però, che occorrano almeno 14 anni.
Un limite che secondo Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, sarebbe il caso di ridurre di almeno un anno, consentendo quindi l’accesso anche ai bambini al di sotto dei 13 anni. Facebook conterrebbe, dunque, risvolti educativi e formativi, oltre che ludici, per i tantissimo giovani interessati a comunicare e conoscere via internet. Una mossa che contraddirebbe però la legge americana del 1998.
Prima o poi ci batteremo anche per questo”, ha detto il fondatore e a.d. che ha anche sottolineato come “per avere una buona istruzione è necessario iniziare fin da piccoli“.
E allo stesso modo sembrano pensarla la maggior parte degli americani: da un recente sondaggio condotto su 1.000 adulti americani da Liberty Mutual’s Responsability Projectè emerso che nell’ultimo anno il numero dei genitori che permette ai propri bambini di avere un account su Facebook o MySpace è raddoppiato. Inoltre, il 17 per cento degli intervistati ha detto di non essere contrario al fatto che i figli navighino sul web, mentre l’11 per cento ha ammesso di lasciare utilizzare la propria pagina ai figli. Spesso (purtroppo) senza controllarli. Ma allora, almeno per gli under 14, quale sarebbe il valore educativo insito nell’utilizzo dei social network? Forse la strada indicata dall’amministratore di Facebook  è quella di imparare a scoprire il mondo in modo autodidattico. Sarebbe, tuttavia, un’ipotesi un po’ ingenua: non serviva di certo Facebook per comprendere i rischi del crescere e formarsi senza controlli. Nella realtà come nel mondo virtuale.
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