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Garante per la privacy, chi utilizza piattaforme digitali si assume precise responsabilità

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Durante la trasmissione Zapping di Radio 1 del 19 marzo, condotta da Giancarlo Loquenzi, è intervenuto il Presidente Antonello Soro Garante per la protezione dei dati personali. Ha parlato di registro elettronico e piattaforme digitali per la didattica a distanza riguardo alle responsabilità sulla privacy e la protezione dei dati personali.

La domanda sulla didattica a distanza

Al termine della trasmissione radiofonica Zapping del 19 marzo, è intervenuto il docente Massimo Locci che ha posto un’interessante domanda al Garante della Privacy Antonello Soro, sull’utilizzo delle piattaforme digitali a distanza e le condizioni di privacy e di tutela dei dati.

“In questi giorni c’è un caos in tutte le scuole di Italia per il fatto che la Ministra Azzolina abbia deciso di attuare la didattica a distanza, il problema, in particolare, è che il decreto n.95 del 2012 non ha avuto il piano di attuazione sulla dematerializzazione  e dunque sono stati messi dentro le scuole i registri elettronici, che non hanno superato con ogni evidenza, il vaglio del Garante della privacy e della tutela dei dati personali. Le circolari del Ministero dell’Istruzione di questi giorni stanno inducendo i docenti ad utilizzare qualsiasi tecnologia per mettersi in contatto con gli studenti senza essere stati istruiti come dice l’art.29 e 32 sulla privacy. Questa selvaggia rincorsa a mettersi in contatto con famiglie e studenti con le piattaforme digitali come la risolviamo?”.

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Risposta del Garante della privacy

La risposta del Presidente Antonello Soro Garante per la protezione dei dati personali è stata molto interessante. Una risposta in cui si spiega che l’utilizzo delle piattaforme digitali per la didattica a distanza fanno assumere precise responsabilità da parte dei docenti.

Guarda la nostra pagina sulla didattica a distanza.

Ecco la risposta del dott. Soro: “il registro elettronico à stato adottato nel nostro Paese diversi anni fa, purtroppo il Governo non ha mai fatto nascere una misura attuativa di quel provvedimento, per cui una certa confusione legittima si verifica. Il fatto che ora in un’emergenza come questa, si voglia utilizzare una piattaforma a distanza come per esempio quella del registro elettronico è un sacrificio possibile, altra cosa è quando a regime dovremmo prendere l’utilizzo del registro elettronico il Governo farebbe bene a prendere le misure attuative nel rispetto di protezione dei dati”.

“Ma in generale in questo momento la didattica a distanza può essere fatta tenendo conto che chiunque utilizzi una tale piattaforma digitale nel rispetto delle regole generali, si assume la responsabilità del suo funzionamento rispettoso delle norme”.

Le FAQ del garante della privacy sulla scuola.

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