Home Attualità Giannini: uso whatsapp, ma la scuola non lasci nessuno da solo

Giannini: uso whatsapp, ma la scuola non lasci nessuno da solo

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 “Il mio social network preferito? Whatsapp. Su quali dispositivi? solo smartphone e tablet, il pc non lo uso più. Uso whatsapp per gruppi, per il Miur e per uso personale, con i miei figli che studiano lontano.  I selfie? li accetto ma non lo cerco, preferisco le foto”: così la ministra dell’istruzione, Stefania Giannini, a margine della giornata mondiale sui pericoli in rete.

Riferendosi al cyberbulismo, ha detto: “I consigli su questo grave fenomeno li dobbiamo dare a tutti i ragazzi, sia quelli che vengono presi di mira sia quelli che prendono di mira. Il bullo in rete è ciò che il bullo è sempre stato, esprime una forma di aggressività e violenza verbale che è antica come il mondo ma lo fa con uno strumento potentissimo che è la rete, che genera effetti devastanti. Quindi dobbiamo insegnare ai ragazzi, non solo oggi, ma ogni giorno della loro vita, il rispetto per i compagni e comportamenti che siano sempre ispirati alla tolleranza e all’educazione. Non siete soli- ha detto rivolgendosi agli studenti-. La scuola non lascia solo nessuno, parlate con i vostri insegnanti e i vostri genitori e soprattutto reagite perché chi ci mette all’angolo è più solo di voi e ha problemi più gravi di voi. Parlate e reagite”.

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Nel 2015 infatti sono stati in tutto 228 i casi trattati dalla Polizia Postale che hanno visto minori parte attiva per reati “telematici”.

 “I social possono essere considerati la rivoluzione più drastica che l’umanità abbia conosciuto quindi essere consapevoli delle sue potenzialità enormi per conoscere e per approfondire e diffondere i messaggi positivi è un dovere di chi insegna e di chi educa, ed è un diritto di chi apprende. Internet è un luogo e come in tutti i luoghi c’è una fascia oscura e quindi noi dobbiamo dare tutti gli strumenti ai più giovani ma anche agli adulti per capire dove inizia lo spazio buio e dove bisogna iniziare a essere cauti a causa di atteggiamenti che sconfinano nella violenza e nella vigliaccheria”.

“Un bullo è sempre una persona sola – ha continuato – e noi come genitori dobbiamo essere i primi responsabili dei nostri ragazzi, non deleghiamo tutto alla scuola”. Sempre secondo Giannini i giovani devono pensare alla Rete “come dei neopatentati in Formula Uno. La Rete è uno strumento potentissimo”.