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Giornata Mondiale della Sindrome di Down: dati e eventi

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Il 21 marzo si ricorda in tutto il mondo la Giornata sulla sindrome di Down (WDSD – World Down Syndrome Day), un appuntamento voluto da Down Syndrome International e ufficializzato da una risoluzione dell’Onu. L’obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, per creare una nuova cultura della diversità e per promuovere il rispetto e l’inclusione nella società di tutte le persone con tale sindrome.

Quest’anno il tema della giornata mondiale è “L’inclusione significa”, quanto mai importante per aprire dibattiti e riflessioni e promuovere una piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società.

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La sindrome di Down (o Trisomia 21) è una disposizione cromosomica naturale che ha sempre fatto parte della condizione umana, universalmente presente in circa 1 su 800 nati vivi, anche se vi è una notevole variazione in tutto il mondo. In Italia ogni 1.200 bambini che nascono, 1 ha la sindrome di Down e ci sono circa 38.000 persone con la sindrome di Down, di cui la maggior parte ha più di 25 anni.

Dati nella scuola italiana

Relativamente alle tipologie di disabilità, sono elencate le patologie più diffuse tra i frequentanti con certificazione di disabilità ai sensi della legge 104, identificate sulla base delle classificazioni internazionali delle malattie e dei problemi correlati, proposte dall’OMS.

Nelle scuole statali, i dati tratti dalla Partizione separata di Anagrafe Nazionale Studenti (anno scolastico 2017/18), che riportano il dettaglio delle patologie degli alunni con certificazione di disabilità ai sensi della L. 104/1992, secondo quanto registrato come codice prevalente sulla base della “classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati” dell’OMS, per ciascun alunno censito nella Partizione, mostrano che per tutti gli ordini di scuola è evidente come le patologie maggiormente riscontrate siano riconducibili a “sindromi e disturbi da alterato sviluppo psicologico” e a “ritardo mentale”. La Sindrome di Down è presente tra le 20 tipologie di disabilità, che vanno da circa il 3% nella scuola dell’infanzia e il 2, 2% nella secondaria di secondo grado, al 1,6/5 nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Eventi e iniziative

In occasione di questa giornata Intesa Sanpaolo ricorda i progetti per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità, sia all’interno sia all’esterno del gruppo, anche attraverso il proprio Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale, in capo alla presidenza. Tra questi, nei quartieri spagnoli di Napoli il Progetto Argo – Centro non medicalizzato per bambini, ragazzi, giovani e adulti con disabilità cognitive, come autismo, Sindrome di Down, psicosi, realizzato da Foqus, Fondazione Quartieri Spagnoli Onlus. L’iniziativa prevede l’apertura del centro di abilitazione diurno per il triennio 2021/2023, con lo scopo di migliorare le abilità di base personali e sociali, l’autonomia sociale, relazionale e soggettiva, attraverso laboratori e attività quotidiane, individuali e di gruppo, condotte da educatori ed esperti.

Sempre nell’ambito dell’inclusione delle persone con disabilità Intesa Sanpaolo ha realizzato il Glossario “Le parole giuste – Media e persone con disabilità”, una guida pensata per chi vuole scrivere di questi argomenti con correttezza e rispetto.

AIPD, Associazione Italiana Persone Down, che ha 56 sezioni in tutta Italia, ha lanciato la campagna “Niente di straordinario, l’inclusione si può vivere ogni giorno” che presenterà volti e storie di ragazzi e ragazze che raccontano e testimoniano cosa sia per loro l’inclusione sui canali social e o sul sito. Per saperne di più https://www.aipd.it/site/progetti/.

CoorDown lancia la campagna di sensibilizzazione internazionale “Just the two of us”, per promuovere il diritto delle persone con sindrome di Down di vivere una relazione sentimentale e una vita sessuale indipendente; attraverso un video si racconta come le famiglie, specie quando si tratta di relazioni amorose, possano diventare una presenza ingombrante nella vita delle persone con disabilità intellettiva.