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Gli sport di squadra fanno bene all’ottimismo

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I bambini che fanno sport di squadra dopo la scuola affrontano più positivamente i propri impegni quotidiani.

Ad affermarlo sono i risultati di una ricerca condotta dall’Università della British Columbia in Canada, dove è emerso che gli indicatori di salute mentale di chi pratica sport di squadra sono positivi rispetto a chi degli intervistati non pratica sport .

La ricerca pubblicata dalla rivista specializzata Journal of Youth and Adolescence, ha coinvolto 10 mila studenti in due momenti diversi del loro percorso scolastico. In particolare è stato preso in considerazione il periodo corrispondente alla nostra quarta elementare (quarto grado) e quello relativo alla seconda media (settimo grado), in cui i ragazzi sono stati sopposti a dei questionari, le cui domande erano incentrate sul loro benessere fisico e mentale, i loro rapporti sociali rispetto al contesto in cui vivevano e alle attività organizzate dalla scuola.

Tra i diversi gruppi, c’era chi non faceva alcuna attività, chi prendeva lezioni di musica e quelli che praticavano diverse attività tra cui lo sport.

I risultati dello studio hanno fatto emergere che nel corso del tempo i bambini che non facevano nulla al quarto grado ma al settimo avevano iniziato qualche attività sportiva hanno evidenziato segnali di forte miglioramento sugli indicatori di salute misurati, in particolare quelli che si dedicavano agli sport di gruppo. Si sono evidenziati maggiore ottimismo e soddisfazione, meno sintomi depressivi e di ansia, grazie alla partecipazione di sport di gruppo perché tali discipline sono in grado di creare un forte senso di appartenenza e di condivisione di obiettivi e risultati.

Per questo motivo, soprattutto in età scolastica praticare sport e soprattutto sport di squadra fa bene per migliorare lo stato emotivo degli studenti. I ragazzi crescono con la capacità di gioire insieme per una vittoria e di soffrire insieme e di supportarsi ed aiutarsi dopo una sconfitta.

Questo allenamento alla gestione e partecipazione al gruppo, li aiuta di conseguenza a gestire meglio i piccoli conflitti che si presentano nel loro vivere quotidiano, portandoli ad affrontare i problemi con più ottimismo.

Gli sport di squadra aggiungono al contesto sociale e all’ambiente in cui vivono un luogo di relazione positive.

Altro discorso è capire quanto sia giusto invece, evidenziare differenze nei risultati della pratica allo sport nei bambini. Evidenziare cioè una particolare capacità ed attitudine in uno sport di un bambino rispetto agli altri compagni. Da una parte è compito della scuola scoprire talenti naturali in qualsiasi disciplina e quindi anche nello sport, dall’altra è fondamentale dare una possibilità a tutti i bambini di praticare con divertimento e soddisfazione uno sport anche nei casi in cui non si è propriamente portati per quella disciplina.

Perché il fatto di sentirsi inutili al gruppo, sarebbe addirittura controproducente rispetto ai vantaggi di relazione positiva che il gioco di squadra può darti.

Lo sport deve diventare fondamentale nelle scuole non tanto per far passare due ore diverse agli studenti rispetto alle altre materie, ma la pratica sportiva e di squadra deve entrare nei piani didattici dal portone principale.

Lo sport oltre benessere fisico è in grado di insegnare molto di più ai ragazzi.

Quando torneranno i campionati studenteschi che hanno fatto divertire e unire intere generazioni?