Home Attualità Governo Draghi, toccherà a Brunetta rinnovare la Pubblica Amministrazione

Governo Draghi, toccherà a Brunetta rinnovare la Pubblica Amministrazione

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Draghi, nel suo discorso alle Camere, ha indicato fra le riforme urgenti quella della Pubblica Amministrazione, il cui ministero è stato affidato a Brunetta. I compiti saranno immani. Anche perché nessuno dei Ministri dell’ultimo decennio ha concluso meritoriamente l’impegno, compreso Brunetta, che ha avuto lo stesso incarico nel governo Berlusconi dal 2008 al 2011.

La riforma della P.A. si coniuga con le risorse Recovery Plan, che richiedono una precisa e tempestiva progettualità.

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Una volta superata la fase dell’emergenza, “la fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata”, ha detto Draghi.
Il rilancio del Paese passa da qua.

I compiti che spettano al ministro Brunetta

Il primo punto da affrontare con urgenza è “lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini”. E già questo è un nodo spinosissimo.
Chiunque abbia in ballo una pratica, per esempio di edilizia o commercio, sa bene che i tempi si sono allungati ulteriormente.

La riforma dovrà poi muoversi su due direttive:
investimenti in connettività, con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini, e qui pensiamo alle scuole e alle famiglie con i figli in DAD/DDI.
aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando i più preparati nelle assunzioni, da fare in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati. Parole chiave: competenze e procedure rapide, per esempio nei mega concorsi.

Le risorse del Recovery Plan per la P.A.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza contiene interventi importanti per la Pubblica Amministrazione sull’asse digitalizzazione e innovazione. Gli interventi a sostegno di una P.A. più digitale ed efficiente toccano molti settori, dalla sanità alla scuola, dal fisco alla ricerca, dal lavoro alla cultura.
Complessivamente i fondi a disposizione ammontano a 11,45 miliardi.

Le tre voci principali riguardano:
– 7,95 miliardi per la digitalizzazione (Cittadinanza Digitale, Infrastrutture digitali, cyber security, interoperabilità). 
– 1,5 miliardi per la Modernizzazione della P.A. (capitale umano, semplificazione delle procedure, digitalizzazione dei processi).
– 2 miliardi per l’innovazione organizzativa della Giustizia.
(fonte: Ministero per la Pubblica Amministrazione)

La sobrietà della comunicazione

Nella prima riunione dell’esecutivo il 13 febbraio scorso, Draghi ha invitato i suoi ministri all’unità nel lavorare insieme, e alla “sobrietà” nella comunicazione, moderando gli interventi sulla stampa e in Tv.
La filosofia del premier sembra essere quella di abbandonare la politica degli annunci e di spiegare bene le caratteristiche delle riforme per farle capire ai cittadini.
È curioso sapere che, nella nuova squadra di governo, i ministri “tecnici” sono fuori dai social network, non hanno né un account Facebook né un account Twitter (eccetto Vittorio Colao, che sporadicamente interviene su Twitter).

Al contrario, i ministri “politici” sono presenti su tutte le piattaforme social.
Per adesso, dal giorno del giuramento Brunetta tace. È stata smentita come bufala anche un’intervista in cui il ministro annunciava la fine dello smartworking per tutti i dipendenti pubblici (che riguarda migliaia di lavoratori fino al 30 aprile 2021).
Ma per quanto tempo il ministro Brunetta, con un passato di comunicazione pirotecnica, riuscirà ad adeguarsi allo stile Draghi e a contenersi?