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Hiv, un infetto ogni 2 ore: Anlaids avvia progetti a scuola

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In Italia ogni anno vi sono 3.500-4.000 nuove infetti da Hiv: 12-15 al giorno, una ogni due ore. La stima proviene dall’associazione onlus Anlaids, tra gli organizzatori, il 22 maggio a Milano, della mostra-mercato “Convivio 2006”. Dai dati presentati è emerso che la Lombardia, con un caso su tre, risulta tra le regioni più flagellate dal fenomeno. Le modalità sono però le stesse delle altre zone d’Italia: 7 volte su 10 la causa dell’infezione sono infatti “i rapporti sessuali, soprattutto etero, affrontati con una leggerezza che sfiora l’incoscienza”. A spiegarlo è Mauro Moroni, presidente della Anlaids lombarda: “purtroppo – ha detto Moroni – di prevenzione e sesso responsabile i giovani d’oggi non sanno quasi nulla; spesso affrontano il primo rapporto spinti dallo ‘sballo’ di una notte in discoteca”.  
Secondo l’associazione è necessario iniziare parlare il prima possibile ai giovani a proposito della gravità e dei rischi derivanti dall’assunzione di determinati comportamenti: per questo Anlaids Lombardia ha avviato il Progetto Scuola. Protagonista dell’iniziativa, che raggiunge in media 5.000 alunni l’anno, è un pool di medici infettivologi che entrano nelle scuole e spiegano agli studenti le modalità di trasmissione dell’Hiv e le misure per evitarlo. Ma le iniziative non finiscono qui: Anlaids nazionale ha infatti lanciato un bando di concorso che invita i ragazzi a presentare progetti di prevenzione, che da quest’anno coinvolge oltre gli istituti superiori anche le scuole medie inferiori (la cerimonia conclusiva si svolgerà il 25 maggio a Roma all’interno di Palazzo Venezia).
A confermare l’atteggiamento della ‘generazione X’ sono anche le tre giovani testimonial dell’ottava edizione di Convivio. ”Conduco ‘Love line’ su Mtv – ha riferito la vj Camila Raznovich – Ogni 1 dicembre, in occasione della Giornata anti-Aids parliamo della malattia con i giovani, ed è evidente che i 20enni di oggi ne sanno pochissimo. Vivono l’Hiv come ‘un problema dell’Africa’, qualcosa che ‘tanto a me non capita’, e snobbano il pericolo. Credo che genitori, educatori e media debbano comunicare l’importanza di usare il preservativo. Basterebbe una sola ora alla settimana di educazione sessuale a scuola, per dire ai ragazzi che indossare il condom può anche diventare un gioco”.
Secondo gli esperi i ventenni di oggi sono la generazione più a rischio perché non ha assistito alle campagne informative del decennio precedente. L’importanza della prevenzione “e’ un messaggio che spero di poter comunicare ai giovani – ha fatto eco la modella Eva Riccobono – Faccio parte dei 20enni che per ragioni anagrafiche dell’Aids non sanno molto, ma mi piacerebbe lottare contro la sindrome d’onnipotenza che contagia i ragazzi e dire loro che l’Aids e’ purtroppo una realtà”. Il problema dei giovani “e’ soprattutto l’indifferenza – ha concluso la modella Beatrice Borromeo – ma Convivio obbliga i ragazzi a guardare in faccia la realtà. E’ un evento che abbatte gli individualismi e ci aggrega per una causa importante. Sono qui per testimoniare che Convivio ha attecchito e che i giovani gli sono molto grati”.
 
Secondo l’ Anlaids l’uso del profilattico in Italia rimane ancora un tabù, mantenendo alta l’insidia del contagio. “Dagli anni Ottanta – ha concluso Moroni – sono stati fatti grandi progressi: almeno nei Paesi ricchi il rischio di Hiv da trasfusione di sangue e derivati si è praticamente azzerato, e una ventina di molecola attive hanno ridotto la mortalità di 10 volte”. Il problema è che però nei Paesi occidentali l’epidemia “è tornata a diffondersi: siamo ben lungi dall’avere risolto il problema della resistenza alle terapie e le ricadute sociali dell’Aids restano altissime, amplificando le situazioni di emarginazione”.  
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