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I 10 prof più bravi d’Italia, Turi (Uil): premiare i tanti docenti che motivano gli alunni

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Premiare i migliori docenti è positivo, ma a patto che non si dimentichi di premiare anche la maggior parte dei 700mila docenti italiani: quelli che motivano gli studenti.

È questo il senso dell’intervento di Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, nel commentare la nomina dei 10 docenti finalisti del Premio nazionale degli insegnanti.

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“E’ importante – dice Turi – che si parli di una funzione come quella dei docenti che deve affrontare grandi sfide e molte volte anche in solitudine. E’ bene che se ne parli, e si capisca che bisogna dare supporto e valorizzare i docenti che con il loro esempio danno le dovute motivazioni ai propri allievi e producono i veri cambiamenti delle rispettive comunità scolastiche”.

E ancora: “Noi ci battiamo e continueremo a farlo per ritornare alla Scuola comunità e non alla ‘scuola Servizio’ da valutare con il metodo di mercato, di una sorta di competizione perenne come quella che lo stesso mercato induce a perseguire. Il premio al miglior docente non deve, infatti fare dimenticare che una comunità si evolve e si modifica in senso positivo solo se lo fa con la maggioranza dei propri componenti”.

 

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Secondo Turi, “questa sorta di competizione a premi se serve a ‘impressionare’ e attrarre l’attenzione di una comunità assuefatta ai Talent e ai messaggi promozionali, per rilanciare il ruolo della scuola e dei docenti che quella comunità dovranno orientare fuori dall’omologazione comunicativa, sarà utile”.

“Viceversa – osserva Turi – sarà fortemente negativa se si limiterà a seguirne la deriva. I circa 700.000 docenti della scuola statale italiana si attendono fatti e atti di concreta attuazione che diano le condizioni alla maggior parte di loro di svolgere efficacemente il loro lavoro, anche fuori dalla ribalta mediatica che potrebbe suscitare delusione come quella che prova di solito chi, partecipando alla lotteria, non vince”.

“Fortunatamente la scuola, il rapporto tra persone, docenti, personale Ata, dirigenti, alunni, famiglie non è una lotteria e per evolvere, essere utile e efficiente – conclude il sindacalista Uil – deve organizzare e realizzare un duro lavoro di squadra in cui oltre al fuoriclasse siano ben presenti quelli che tutti i giorni, con il loro silenzioso lavoro, fanno emozionare i propri alunni nel seno della loro comunità”.