Home Politica scolastica I miliardi per la Scuola? Basterebbe far pagare l’IMU al Vaticano

I miliardi per la Scuola? Basterebbe far pagare l’IMU al Vaticano

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Ad onore del dimissionario Ministro Fioramonti, bisogna riconoscere che ha avuto il coraggio di dichiararsi favorevole alla laicità della Scuola. Merito raro, oggi, in Italia. Parlando del Crocifisso nelle aule scolastiche, ha affermato: «Credo in una Scuola laica, che attraverso la laicità dia spazio a tutte le religioni e a tutti i modi di pensare». E, per aver detto questo, per poco non è stato crocifisso anche lui. Il suo predecessore, Marco Bussetti, solo due mesi prima aveva rivendicato la dubbia gloria di aver aumentato i fondi alle scuole “paritarie” (in larga parte cattoliche).

E comunque anche Fioramonti, che sostiene di essersi dimesso a causa degli scarsi finanziamenti alla Scuola, ha “dimenticato” che, per trovare i tre miliardi da lui auspicati, sarebbe bastato far pagare l’IMU al Vaticano per i beni immobili posseduti. Come anche il suo partito ha più volte minacciato di fare (senza poi dar seguito alle minacce). Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva stabilito che lo Stato italiano doveva recuperare l’imposta non versata dalla Chiesa tra il 2006 e il 2011, in quanto «aiuto di Stato irregolare»: il recupero delle somme dovute in quel solo quinquennio frutterebbe ben cinque miliardi. Le leggi ci sono, la Costituzione pure, le sentenze anche. Perché non procedere? Perché né Fioramonti né il Governo si son ricordati di questo?

La laicità, Salvemini e i politicanti

Nel saggio Che cosa è la laicità (1907), Gaetano Salvemini aveva scritto: «La politica scolastica del partito clericale non può essere in Italia che una sola: deprimere la scuola pubblica, non far nulla per migliorarla e più largamente dotarla; favorire le scuole private confessionali con sussidi pubblici, e con sedi d’esami, con pareggiamenti; rafforzata a poco a poco la scuola privata confessionale e disorganizzata la scuola pubblica, sopprimere al momento opportuno questa e presentare come unica salvatrice della gioventù quella. Programma terribilmente pericoloso perché non richiede nessuno sforzo di lotta attenta ed attiva ma solo di una tranquilla e costante inerzia, troppo comoda per i nostri burocrati e per i nostri politicanti, troppo facile per l’oligarchia opportunista che ci sgoverna». Parole di un’attualità sconcertante, purtroppo: soprattutto oggi, che la Scuola Statale è in via di smantellamento per opera di personaggi che fingono di volerla valorizzare, mentre la anemizzano per regalare miliardi pubblici alle scuole cattoliche.

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Ventotene, Rossi e il Concordato

Scrive Ernesto Rossi nel “Manifesto di Ventotene”: «La Chiesa cattolica continua inflessibilmente a considerarsi unica società perfetta, a cui lo stato dovrebbe sottomettersi, fornendole le armi temporali per imporre il rispetto della sua ortodossia. Si presenta come naturale alleata di tutti i regimi reazionari, di cui cerca approfittare per ottenere esenzioni e privilegi, per ricostruire il suo patrimonio, per stendere di nuovo i suoi tentacoli sulla scuola e sull’ordinamento della famiglia. Il concordato con cui in Italia il Vaticano ha concluso l’alleanza col fascismo andrà senz’altro abolito, per affermare il carattere puramente laico dello stato, e per fissare in modo inequivocabile la supremazia dello stato sulla vita civile. Tutte le credenze religiose dovranno essere ugualmente rispettate, ma lo stato non dovrà più avere un bilancio dei culti, e dovrà riprendere la sua opera educatrice per lo sviluppo dello spirito critico».

L’Europa dei cittadini e quella dei Poteri

Molta acqua è passata da allora sotto i ponti del Tevere, della Sprea, del Tamigi e della Senna. Laicità a parte, come abbiamo già scritto l’Unione Europea non sembra affatto aver seguito le idee del “Manifesto di Ventotene”, muovendosi anzi nella direzione opposta. Non appare come l’Europa dei cittadini, della democrazia e dell’uguaglianza, ma come quella delle banche, delle multinazionali, dei ricatti ai governi nel nome delle politiche di austerità per ripianare debiti che affamano i popoli e ingrassano i miliardari. Sembra  sempre più l’Europa delle privatizzazioni, della deregulation più selvaggia, della demolizione dello Stato sociale e della Scuola pubblica, dei campionati di calcio e dei muri per respingere i profughi in fuga dalle guerre che ingrassano i fabbricanti d’armi europei e nordamericani. Somiglia all’Europa del neoliberismo più sfrenato, della falsa modernità che prepara il ritorno al medioevo dei diritti e della giustizia, all’inverno del disastro ambientale globale, al deserto del prossimo (e sempre meno improbabile) conflitto mondiale.

I miliardari e sorella Povertà

Eppure i grandi d’Europa hanno recentemente ancora avuto il coraggio di riempirsi la bocca dei nomi di Spinelli e Rossi. Lo hanno fatto ad esempio il 22 agosto 2016, quando si sono riuniti non lontano da Ventotene. Invero in quell’occasione Renzi, Merkel e Hollande non hanno avuto affatto l’ardire di presentarsi alle folle. Hanno fatto solo una fugace apparizione (di un quarto d’ora) al cimitero di Ventotene, per deporre fiori (tra folle di carabinieri, finanzieri, poliziotti e agenti segreti) sulla tomba di Altiero Spinelli. Poi si sono asserragliati a bordo della portaerei “Garibaldi”, ormeggiata al largo dell’isoletta pontina, per discutere di ciò che loro veramente premeva: “Brexit”, terrorismo, immigrazione, controllo delle frontiere, vincoli sulla spesa pubblica, aiuti alle banche, “populismi”. Insomma, è stato un po’ come se i miliardari del pianeta si fossero riuniti sulla tomba di San Francesco, inneggiando a sorella Povertà, per pianificare ulteriori arricchimenti.

Come invertire la rotta?

No, decisamente non pare si possa dire che i miliardari — che guidano l’Europa e il mondo (e cui i governanti europei sembrano far da prestanome) — desiderino costruire una realtà più vivibile e più umana. Sembrano piuttosto volere un mondo ove le persone siano vuoti a perdere; un acquario ove lo squalo sia libero di mangiare tutti i pesciolini. Paiono desiderare la competizione dei pesci tra loro, perché i più grandi mangino i piccoli, per poi finire tutti divorati dal pescecane maggiore.

Qual è, d’altronde, il motivo per cui i miliardari avversano le Costituzioni nate dalla lotta al nazismo? Perché non sostengono in toto le garanzie democratiche della libertà e della giustizia per tutti? Se li lasceremo fare, non c’è forse il rischio che Lorsignori divorino tutte le risorse naturali ed umane della Terra, portando l’umanità alla catastrofe?

Chi cerca di contrastare questo processo, conduce una lotta civile, nonviolenta, basata sul ragionamento e sul tentativo di innalzare il livello culturale dei cittadini per far sì che prendano coscienza della posta in gioco. Solo se buona parte della popolazione comprenderà la gravità del momento, sarà possibile invertire la rotta. Soltanto allora la visione di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi potrà avere speranza di realizzazione, perché l’Europa ed il mondo diventino finalmente più giusti e umani.

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