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I soldi della scuola usati per gli armamenti, letame davanti alla Scala: “la guerra è uno spettacolo di merda”

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April 05, 2025

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Ci sono anche i tagli alla scuola tra i motivi che hanno portato una ventina di manifestanti dei centri sociali a portare del letame davanti alla Scala di Milano: la protesta – contro la guerra e il ddl Sicurezza – si è consumata la mattina del 7 dicembre, come anteprima di una seconda contestazione prevista nel pomeriggio, in concomitanza con la Prima della Forza del destino, che inaugura la stagione lirica del teatro alla presenza anche del presidente di Palazzo Madama Ignazio La Russa.

Alcuni manifestanti del centro sociale il Cantiere, scrive l’Ansa, hanno inscenato un flash mob srotolando sulla strada davanti all’ingresso un tappeto rosso sul quale hanno versato sacchi di letame, in corrispondenza di alcune copie dei volti della premier Giorgia Meloni, dello stresso Ignazio La Russa, del premier israeliano Netanyahu, dei ministri Matteo Salvini e Alessandro Giuli. I manifestanti, peraltro già noti alle forze dell’ordine, saranno deferiti all’autorità giudiziaria.

“Il red carpet ci fa schifo”, hanno urlato i manifestanti al megafono, accendendo anche dei fumogeni rossi. Tra le altre grida anche “Il fascismo è uno spettacolo di merda, la guerra è uno spettacolo di merda”. E ancora: “Si tagliano le spese sociali, i fondi per la scuola, per la sanità, per l’edilizia pubblica, per i servizi e tutto questo per finanziare la guerra”.

Tra i tagli alla scuola cui hanno fatto riferimento gli appartenenti ai centri sociali figurano i quasi 8.000 posti, in prevalenza di insegnanti, cancellati in virtù del dimensionamento, ma anche il blocco parziale del turn over che porterà alla copertura, con immissioni in ruolo, di solo il 75 per cento dei posti che si renderanno disponibili a seguito dei prossimi pensionamenti sempre di docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Tra le rivendicazioni che hanno portato alle proteste contro il Governo Meloni, anche da parte dei sindacati, vi è anche la mancata conferma dell’organico aggiuntivo Ata con tanto di emendamenti alla Legge di Bilancio negati dalla Commissione di competenza della Camera dei deputati.