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I test sierologici non servono per la diagnosi, l’immunologa Viola corregge la Azzolina

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A Otto e mezzo ieri sera, ospite da Lilli Gruber, la Ministra dell’Istruzione fa confusione tra test antigenici e test sierologici, la cui differenza abbiamo più volte spiegato nel nostro quotidiano online.

Pensavamo che fosse un tema che ci eravamo lasciati alle spalle, dato che autorevoli scienziati ne hanno a lungo discusso in molte sedi e noi stessi, come media, abbiamo fatto molta informazione in merito, e invece evidentemente c’è ancora (anche tra i nostri ministri e governatori) chi fa confusione tra due cose del tutto diverse: il test diagnostico, che serve a livello individuale per capire se il soggetto è positivo al virus e dunque contagioso (il cosiddetto tampone, test antigenico in quanto ricerca le proteine, antigeni, non l’Rna del virus); e test epidemiologico (il sierologico), che serve a livello di comunità per capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al virus perché lo hanno già avuto o lo hanno in corso.

Le affermazioni della Ministra

Ma la Ministra Azzolina non ha chiaro la differenza e nella serata del 20 ottobre afferma: “Noi ce l’abbiamo messa tutta. In questo momento servono i test rapidi nelle scuole perché non possiamo mandare in quarantena i nostri alunni per un raffreddore.” E fin qui tutto bene, senonché aggiunge: “Dovremmo fare come Bonaccini in Emilia: i test sierologici.”

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L’immunologa Viola

E l’immunologa Viola salta sulla sedia per la gravità del fraintendimento da parte di chi dovrebbe avere una certa padronanza dell’argomento.
“Io ero in tv con Bonaccini oggi, in Emilia si fanno test sierologici, mentre a noi servono test antigenici rapidi. Facciamo chiarezza una volta per tutte. Dobbiamo distinguere: se sei positivo al Covid e devi fare un controllo nella classe serve il test antigenico, diverso dal test sierologico. Il test sierologico è uno strumento epidemiologico per capire l’incidenza del virus nella popolazione, non serve a livello individuale per capire se una persona è contagiosa, per fare questo ci sono i test antigenici rapidi.”

Su Facebook

E oggi arriva l’ulteriore carico della scienziata dalla propria pagina Facebook. L’attacco a Bonaccini e alla Azzolina, colpevoli di “ignoranza”, è feroce. Ecco le sue parole sferzanti:

“Ieri alle 15:30 diretta SkyTg24 con il Presidente Bonaccini. Gli pongo una domanda, gli chiedo se è vero, come mi scrivono in tanti, che in Emilia-Romagna, quando in classe c’è un positivo, gli studenti continuano a frequentare la scuola in attesa dei risultati del tampone.

Non mi risponde, ma ribatte che loro sono molto attivi sulla diagnostica e i test rapidi perché hanno appena approvato l’uso dei TEST SIEROLOGICI per gli studenti. Ovviamente mi irrito e faccio notare che i test sierologici non servono a contenere il contagio perché non sono uno strumento diagnostico ma epidemiologico (ma davvero dobbiamo ancora spiegarlo?).

Poche ore dopo, stessa scena a 8 e mezzo, questa volta con la Ministra Azzolina.

I test rapidi sono essenziali nelle scuole, ma non i sierologici! I sierologici indicano la presenza di anticorpi mentre i test molecolari e antigenici indicano la presenza del virus. I primi servono per indagini epidemiologiche e i secondi per la diagnosi. Far fare agli studenti i test sierologici per dare l’impressione di avere la situazione sotto controllo è sbagliato, offensivo ed è uno spreco di denaro pubblico.”

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