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Il monito di Napolitano: anche nella crisi l’Istruzione al primo posto

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Risorse, merito e qualità: è la via tracciata il 21 settembre dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, davanti al ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, e agli oltre 1.600 studenti e docenti presenti nel Cortile d’Onore del Quirinale in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico, trasmessa anche in diretta da RaiUno. Il Capo della Stato ha detto che  anche davanti “all’impegno comune e categorico di riduzione del debito pubblico bisogna riconoscere la priorità della ricerca e dell’istruzione nella ripartizione delle risorse disponibili”. A tal fine occorre “riformare con giudizio e non solo allo scopo di raggiungere buoni risultati complessivi. Se vogliamo che la scuola funzioni come un efficace motore di uguaglianza e come un fattore di crescita, bisogna che si irrobustisca”. Occorre quindi “sanare squilibri, disparità, disuguaglianze che – ha aggiunto – si presentano anche nell’Istruzione”.
A proposito del merito, vero ‘cavallo di battaglia’ del ministro Gelmini, Napolitano ha detto che “bisogna mettere in tutti i campi le persone in grado di meritare. Questo vale ovviamente anche per la scuola, per i suoi insegnanti e per i suoi studenti”. Per “elevare la qualità dell’insegnamento occorre motivare gli insegnanti”, chiedere loro una preparazione “adeguata” ma anche “offrire strumenti formativi e di riqualificazione e su questo è necessario investire”.
Il Presidente ha ammesso che “di cambiamento c’era e c’è bisogno”, ma questo va necessariamente accompagnato nella direzione giusta, di “più qualità, rapporto più stretto tra istruzione e mondo del lavoro, maggiore spazio alle competenze necessarie nelle società contemporanee”.
A pochi giorni di distanza dal sostegno rivolto ai precari di Salerno, il Capo dello Stato è tornato ad auspicare l’introduzione di un sistema in grado di “riqualificare coloro che aspirano a un contratto a tempo indeterminato”.
Nessun riferimento al personale non di ruolo è stato fatto dal ministro Gelmini: il responsabile del Miur ha, invece, rivolto un ringraziamento a tutto il personale dell’amministrazione e agli insegnanti per la loro “opera preziosa” fornita per il regolare avvio del nuovo anno scolastico. Che, sempre secondo il responsabile del Miur, “si è aperto regolarmente in tutto il Paese”.
“Si tratta di un anno con tante novità – ha ricordato il ministro – tra le quali non posso dimenticare la riforma della scuola superiore attesa da tempo”. L’inquilino del dicastero di viale Trastevere si è soffermato sulle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia: ha auspicato “non abbiano un’impronta statica ma guardino al futuro con i giovani davvero protagonisti: come ministero dell’Istruzione – ha continuato Gelmini – abbiamo coinvolto tutte le scuole nella realizzazione di un portale dedicato ai 150 anni dell’Unità: il dovere della memoria è essenziale in democrazia”. A sostegno di questo concetto, il Ministro ha sottolineato come l
a scuola abbia “rappresentato la leva più importante anche per raggiungere la mobilità sociale trasformando milioni di figli di contadini, di umile e povera gente, in tecnici, operai specializzati, ingegneri, medici e professori”: un processo che “ha contribuito a rendere la nostra società più libera, eguale e democratica: dobbiamo continuare con decisione su questa strada sapendo che i tempi sono cambiati ma il valore della scuola sono immutati”.
“Come in passato – ha continuato Gelmini – attraverso la scuola si è sconfitto l’analfabetismo, dobbiamo adoperarci oggi perchè venga eliminata la dispersione scolastica e ogni forma di abbandono e per questa via abbattere la disoccupazione giovanile”.
Il ministro ha, con l’occasione ricordato che con il ministero del Lavoro è stato “disegnato per gli uomini e le donne di domani” il progetto Italia 2020: “va esattamente nella direzione di favorire e accelerare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”.
Alla cerimonia – presentata da Fabrizio Frizzi – hanno partecipato diversi campioni italiani dello sport, anche giovanissimi, alcuni cantanti, come Irene Grandi, la prima ad esibirsi, e Valerio Scanu e diversi artisti, tra i quali l’attore romano Gigi Proietti.