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Il “nodo” dei libri di testo

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I primi nodi stanno per venire al pettine: ci riferiamo alle iniziative messe in atto in molte scuole d’Italia per contrastare l’avvio della riforma nel primo ciclo di istruzione.

Secondo segnalazione che ci pervengono da alcune realtà territoriali, uno dei problemi riguarda l’adozione dei libri di testo.
Come si ricorderà, a maggio molti collegi dei docenti, soprattutto di scuola primaria, avevano deliberato di procedere alla cosiddetta "adozione di materiale alternativo al libro di testo". La norma che consente di utilizzare le cedole librarie per l’acquisto di materiale didattico da utilizzare per la costituzione di biblioteche di classe o per dotare gli alunni di specifici quaderni operativi esiste da tempo; ad essere precisi si tratta dell’art. 5 della legge 517 del 1977.
La ratio della norma è quella di consentire alle classi che realizzando forme di sperimentazione metodologica e didattica di sostituire il libro di testo, ritenuto uno strumento rigido e uniforme, con materiali più flessibili e facilmente adattabili alle esigenze dei singoli alunni.
In realtà molti dei collegi che nel maggio scorso hanno deliberato l’adozione alternativa lo hanno fatto più che altro con l’intento di non adottare i libri "riformati" che fanno riferimento alle nuove Indicazioni nazionali.

L’idea di molti insegnanti era anzi proprio quella di utilizzare le cedole librarie per ottenere dalla case editrici i vecchi libri non riformati.

Il fatto è che in molti casi gli editori non saranno in grado di consegnare i vecchi testi; a questo punto i docenti che hanno chiesto di adottare il materiale alternativo si troveranno nella situazione di dover davvero procedere in questa direzione; e qui nascono i problemi, perché in diversi casi si tratta di insegnanti che da sempre usano il libro di testo e che quindi potrebbero trovarsi in seria difficoltà se dovessero ricorrere a materiale alternativo.

Come nella migliore delle tradizioni è probabile che il problema venga risolto all’italiana; in molti casi le cedole librarie verranno comunque convertite in libri di testo (riformati, visto che i non-riformati sono ormai quasi introvabili): i docenti potranno lavorare tranquilli, mentre chi ha sostenuto la "battaglia" contro i libri riformati potrà sbandierare i dati ricavati dalle delibere dei collegi affermando che l’ x% delle scuole ha rifiutato i libri della riforma.

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