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Il tablet in classe? Se il prof ci crede è ok

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Se i docenti sono molto motivati, il tablet migliora le performance degli studenti. A rivelarlo è una analisi condotta da tre docenti della Bocconi sulla sperimentazione dei tablet nelle superiori promossa da Imparadigitale.

 

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La performance media degli studenti di scuola superiore coinvolti dalla sperimentazione promossa dall’associazione ImparaDigitale – utilizzo del tablet in classe in sostituzione dei libri di testo, facendo affidamento su risorse online certificate- è del 3% superiore rispetto a quella dei ragazzi di altre classi delle stesse scuole non coinvolti dalla sperimentazione, ma nei casi in cui viene percepito un forte supporto, coinvolgimento e incoraggiamento da parte dei docenti, le performance possono aumentare del 20%.

L’analisi, scrive Il Sole 24 Ore,  prende in considerazione un campione di 370 studenti appartenenti a classi sperimentali e ne monitora ogni singolo voto  per un intero anno scolastico, nonché le risposte a due questionari sull’esperienza di apprendimento.

Quando possibile, la performance è comparata con quella di altre classi della stessa scuola, non esposte alla sperimentazione. Quando si considerino solo le scuole con classi sperimentali e non sperimentali, il voto medio di chi usa il tablet è solo marginalmente migliore (6,9 contro 6,7), ma il questionario consente analisi più sofisticate, dalle quali si deduce che non tutti i ragazzi ottengono lo stesso vantaggio. Gli studenti migliori, già sufficientemente motivati, non sembrano trarre vantaggi particolari dall’utilizzo delle tecnologie, mentre ne beneficiano molto di più tutti gli altri, e soprattutto quelli con voti medi.

La differenza di performance si accentua, inoltre, per le classi in cui gli studenti percepiscono un forte supporto da parte dei professori.

All’intersezione tra i due effetti (studenti medi in classi a forte supporto), il miglioramento delle performance può arrivare anche al 20%. Per questo, dicono gli esperti,  diventa fondamentale investire nella formazione dei docenti, che sono l’elemento centrale del successo o insuccesso dell’innovazione.

Quest’anno ImparaDigitale coinvolgerà circa 10mila studenti