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Iscrizioni scuola e latino alle medie, Profumo: “Se non c’è collegamento tra ciò che si studia e ciò che servirà, si disperdono risorse ed energie”

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April 05, 2025

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In un’Italia dove i laureati scarseggiano e i giovani sono sempre meno, orientare gli studenti verso percorsi di studio adeguati diventa una questione cruciale. Francesco Profumo, ex ministro dell’Istruzione, già rettore del Politecnico, presidente della business school Escp e da poche settimane presidente della Fondazione Reggio Children, riflette sul Corriere della Sera su temi come l’orientamento scolastico e il ritorno del latino alle medie, evidenziando le sfide del sistema educativo nel contesto della quinta rivoluzione industriale.

Per Profumo, il problema dell’orientamento nasce da una “cultura accademica limitata”: “Solo una persona su cinque in Italia ha frequentato l’università, e ciò comporta una scarsa conoscenza delle opportunità. Sebbene la nuova legge sull’orientamento abbia migliorato la situazione, serve un approccio molto più incisivo”.

Le famiglie, spesso, scelgono seguendo schemi tradizionali: “Chi ha più possibilità economiche spinge verso il liceo, mentre chi è in difficoltà preferisce scuole professionalizzanti. Con il calo demografico, trascurare i giovani significa mettere a rischio il futuro del Paese”.

Il ritorno del latino: tra nostalgia e futuro

La proposta del ministro Valditara di reintrodurre il latino alle medie ha suscitato molte discussioni. Profumo invita a riflettere: “Siamo in una fase storica eccezionale, in cui ciò che si impara a scuola non basta più per tutta la vita. La scuola dovrebbe concentrarsi su competenze pratiche e trasversali, utili per un mondo in rapida trasformazione. Se non c’è un chiaro collegamento tra ciò che si studia e ciò che servirà, rischiamo di disperdere risorse ed energie”.

Cambiare richiede tempo

Per Profumo, la scuola ha un impatto enorme sulla società, coinvolgendo metà della popolazione italiana tra studenti, famiglie e personale scolastico. Tuttavia, cambiarla non è un processo immediato: “Servono almeno vent’anni e un progetto solido, supportato da un patto politico stabile. Senza visione e impegno a lungo termine, rischiamo di perdere l’occasione di preparare le nuove generazioni alle sfide di domani”.