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Istituto Tommaseo, alunni con media bassa esclusi da visita in radio. I genitori: non c’è stata discriminazione, supporto ai docenti

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In questi giorni si è parlato molto del caso, relativo ad un istituto comprensivo di Torino, che ha visto l’esclusione di alcuni studenti con una media bassa dalla visita scolastica in una radio per realizzare un podcast. L’episodio ha raggiunto visibilità a livello nazionale, tanto da spingere vari esponenti di forze politiche a intervenire.

Istituto Tommaseo, il contenuto della lettera dei genitori

Oggi il quotidiano La Stampa, che ha parlato per primo del caso, ha pubblicato una lettera scritta da 23 famiglie su 24 alunni della classe incriminata. Eccone il contenuto integrale:

“Come genitori della classe oggetto dell’articolo de La Stampa, riteniamo che lo stesso sia pretestuoso e ingiusto. Pretestuoso perché fa riferimento all’appartenenza politica della dirigente scolastica che nulla ha a che vedere con questa vicenda. Ingiusto perché profondamente ingeneroso verso un gruppo di docenti che in questi tre anni si è speso davvero tanto per le nostre ragazze e i nostri ragazzi, coinvolgendoli tutti e tutte in numerose uscite, mostre, laboratori di musica, teatro, scientifici e di arte, progetti di varia natura nonché gite d’istruzione di più giorni.

Denominatore comune di tutte queste iniziative è sempre stata l’inclusione e il coinvolgimento di tutti e tutte. Pur rispettando il punto di vista di chi ha manifestato contrarietà al criterio scelto dal consiglio di classe per la selezione degli studenti che sono andati a Milano, non condividiamo quanto riportato nell’articolo.

Riprendendo i fatti.

La classe sta lavorando dalla prima media sulla creazione di podcast, con UnderRadio di Save the Children. Alla classe è stato proposto di partecipare a un progetto pilota sulla realizzazione di Podcast all’interno di una rete di scuole preesistente. Il progetto era un percorso fatto da più incontri; tra le attività previste c’era una attività propedeutica in presenza per 15 studenti presso Radio24 a Milano.

Per questioni logistiche, dovute al numero limitato di posti disponibili sull’autobus, all’uscita didattica avrebbero potuto partecipare solo 15 studenti e studentesse su 24 e un solo accompagnatore per ognuna delle 3 classi. Per selezionare i 15 studenti che avrebbero dovuto partecipare all’uscita, il consiglio di classe ha scelto il criterio della media di fine primo quadrimestre, voti compresi tra 8 e 7, comportamento e interesse inclusi perché in una classe che lavora per progetti la valutazione tiene necessariamente conto della partecipazione attiva dei ragazzi. Inoltre, in considerazione dell’avvinarsi degli esami, è stata tenuta in considerazione la necessità di recupero.

L’uscita didattica e i criteri utilizzati sono stati comunicati a tutti i genitori della classe tramite un verbale, via mail e in chat, nel mese di marzo, quindi 40 giorni prima dell’uscita stessa, prevista il 30 aprile.

Nella chat di classe alcune famiglie hanno espresso il loro disaccordo in merito al criterio scelto mentre altre, anche di alcuni dei ragazzi a cui era stato comunicato che non avrebbero partecipato, si erano espresse a favore del criterio stesso.

Inserendo questa uscita non come episodio isolato ma all’interno delle attività realizzate dalla classe nell’arco dei tre anni, che sono sempre state attente ai temi del rispetto e dell’inclusione di tutte e di tutti, anche i genitori che non si trovavano totalmente in linea con il criterio scelto, non hanno ritenuto che si trattasse di una questione discriminatoria. Nell’articolo, peraltro, vengono impropriamente equiparate le situazioni dei ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento a quelle degli studenti con necessità di consolidamento.

Inoltre, i ragazzi che sono rimasti in classe sono stati coinvolti in un’attività di creazione di podcast, utilizzando le attrezzature ricevute dal progetto UnderRadio e hanno svolto attività didattica per le altre ore di lezione. Il tutto con il supporto attento e competente degli insegnanti che sono rimasti a scuola. Nel momento in cui è stato condiviso l’articolo, i genitori della classe, compresa la maggior parte dei genitori di figli che non hanno partecipato all’uscita, hanno espresso disapprovazione totale per l’articolo, sottolineando il mancato rispetto di un gruppo coeso e inclusivo come quello della nostra classe, che è tale proprio grazie allo scrupoloso lavoro svolto in questo triennio dai nostri insegnanti.

Riteniamo che, se l’obiettivo di chi si è rivolto alla Stampa fosse stato quello dell’inclusione dei ragazzi e delle ragazze, avrebbe prima potuto rivolgersi direttamente alla Professoressa e alla Dirigente scolastica per chiedere maggiori spiegazioni. A oggi nessuno dei genitori ha affermato di essersi rivolto ai giornali per sollevare la problematica. Ci è sembrato invece che l’obiettivo sia stato un attacco sia personale sia politico, e pertanto, conoscendo la scuola, la classe e gli insegnanti, ci dissociamo da tali dichiarazioni e diamo il nostro massimo supporto al corpo docente e alla dirigente”.

Valditara: “Scelta non condivisibile”

La dirigente scolastica ha spiegato che la decisione è stata presa esclusivamente dal Consiglio di Classe, ma sotto accusa è finita proprio lei: probabilmente perchè la dirigente scolastica dell’istituto lombardo è anche consigliera comunale del Partito Democratico.

“La scelta di non coinvolgere alunni con disabilità nella gita didattica organizzata dall’Istituto Tommaseo di Torino non è condivisibile” ha tagliato corto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Quindi il titolare del Mim ha aggiunto: “Il merito a cui noi puntiamo non ha come riferimento la media aritmetica in pagella, ma l’impegno e la costanza nel realizzare i propri personali talenti”.

“Se poi la scelta di ridurre a soli 15 studenti gli ammessi alla visita è stata fatta dalla struttura ospitante, credo che si potesse chiedere ed ottenere una eccezione facendo proprio riferimento alla necessità di una didattica inclusiva“, ha sottolineato Valditara.