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L’Inghilterra progressista e conservatrice: le due facce della medaglia

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L’Inghilterra: un Paese bifronte. Personificazione del Dio Giano. In altre parole, due facce della stessa medaglia: progressista, da una parte, e  conservatrice, dall’altra. Non sembri una provocazione affermarlo.
La scuola superiore britannica ha infatti dato il via libera al linguaggio degli sms anche nei temi degli esami scolastici. Una conquista per i giovani inglesi? Forse. Ma non del tutto positiva. Soprattutto per i puristi della lingua in preda allo sconforto nel vedere parole troncate e trasformate fino ad essere in taluni casi persino irriconoscibili. Anche se c’è chi si ostina a precisare di guardare alla sostanza più che alla forma. Sarà, ma onestamente usare il linguaggio new-age anche a scuola non sembra per niente educativo. Soprattutto se “to be” (essere) diventa “2b” o “before”(prima) si trasforma in “b4” e “wait”(aspetta) in “w8”. Colpito e affondato. Sembra quasi di giocare alla battaglia navale. Comunque contenti gli inglesi…contenti tutti.
Ma non è finita. Se da un lato la spinta “progressista” permette lo slang (il linguaggio sms per capirci) a scuola, dall’altro la faccia conservatrice rievoca il ritorno della stilografica tra i banchi. Non a caso Bryan Lewis preside della “Mary Erskine&Stewart’s Melville Junior School”, prestigiosa scuola di Edinburgo, ha deciso di reintrodurre nel suo istituto pennino e inchiostro e di renderne l’uso obbligatorio per i bambini a partire dai sei anni. Il motivo? Semplice, “abbiamo osservato – afferma il preside – che gli alunni non solo migliorano la loro calligrafia e presentazione, abituandosi a tracciare caratteri uniformi e leggibili, ma sviluppano anche una maggiore autostima”. Insomma Lewis è sicuro che il ritorno alla stilografica darà ottimi risultati pedagogici. Il Times plaude alla nuova iniziativa scolastica. E saluta l’evento con un editoriale tutto dedicato a favore della fountain pen (in inglese), penna stilografica (in italiano). Molti istituti sostengono Lewis. 
Già in Toscana e Lombardia, in alcune scuole elementare, consigliano l’acquisto della stilografica (ma senza imposizioni). Una rivincita sulla biro? Forse. Ma aspettate a cantar vittoria. La battaglia è appena iniziata.