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La colazione dei bambini è da rivedere

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I dati dell’ultima indagine «Okkio alla salute», promossa dal ministero, sono impietosi: appena un bambino su quattro fa una colazione adeguata. Più nel dettaglio: l’8 per cento salta del tutto il pasto della mattina, mentre il 31 per cento opta per un menù sbilanciato, con pochi carboidrati e troppi grassi. Una brioche al volo smangiucchiata in macchina nel tragitto da casa a scuola non sfama. Per evitare che i nostri figli inizino a sentire i gorgoglii nello stomaco già un’ora e mezza prima dell’intervallo, la colazione deve apportare circa il 20 per cento delle calorie necessarie al fabbisogno quotidiano. Pure una tazza di latte con due o tre biscotti è troppo poco. Ma due merendine sono troppe.

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Gli uffici del ministero della Salute hanno cercato di sgombrare i dubbi dei genitori mettendo a punto linee guida per la corretta colazione dei bambini. La premessa è: mai saltarla. Nessuna sorpresa. I nutrizionisti ce lo ripetono da anni che questo è il pasto più importante della giornata. Tra le decine di studi che lo suffragano c’è una ricerca della Cardiff University, nel Regno Unito, pubblicata sulla rivista Public health nutrition. Dopo aver analizzato cinquemila bambini in età da scuola elementare, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che consumare una colazione sana permette di ottenere risultati scolastici migliori. Al contrario, non mangiare nulla appena svegli, prima di sedersi al banco di scuola, crea difficoltà di concentrazione e indebolisce la memoria. Come ripetevano i nonni: «il sacco vuoto non sta in piedi». 

Ed ecco che in alcune scuole in provincia di Monza e Brianza a inizio novembre hanno organizzato lezioni di prima colazione. Invece di quaderni e sussidiari sui banchi c’erano latte, fette biscottate, pane, cereali, una torta fatta in casa, frutta fresca, succhi e spremute. Cioè proteine, grassi, carboidrati e vitamine dosati con sapienza sono i fondamentali della colazione perfetta. 

Secondo l’indagine «Okkio alla salute» i problemi di sovrappeso che affliggono quasi 3 bambini italiani su dieci, se si considerano pure quelli obesi (circa il 10%), dipendono anche da un primo pasto della giornata, assente o carente. Chi non fa colazione finisce per ingozzarsi durante a metà mattina. Capita alla metà dei soggetti tra i 6 e i 10 anni. E lo spuntino è spesso molto più abbondante di quel che dovrebbe.