Home I lettori ci scrivono La lotta al bullismo comincia a scuola. Un progetto

La lotta al bullismo comincia a scuola. Un progetto

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E’ un dato evidente che i giovani in molte occasioni, mostrino di avere poca cognizione di quello che rappresenta “il male”, nei confronti dei compagni o delle persone disabili, o, nella “migliore delle circostanze”, degli animali.

In molti casi chi picchia i cani rischia la galera. In alcuni casi i ragazzi che compiono violenze, anche gravissime, su altri ragazzi, o su disabili, sono difesi fino allo stremo dagli stessi genitori. Il problema deve essere rimosso alla radice e ci sono differenti modi, ma occorre che avvenga nell’infanzia e nella prima adolescenza e la scuola rappresenta un luogo essenziale, giacché la cultura offerta ai ragazzi rimbalza nelle loro vite al di fuori della scuola.

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La giornalista Gemma Tisci e la scrittrice e già insegnante Bianca Fasano, propongono come ausilio all’insegnamento, “che nel corso dell’anno scolastico, sia per un progetto specifico, che per invito, la giornalista del Mattino di Napoli Gemma Tisci, autrice di numerosi libri per ragazzi in cui si parla delle problematiche giovanili quali il bullismo, venga a parlare ai giovani allievi del Vostro Istituto, chiarendo quesiti, rispondendo alle domande, sia degli allievi che di un insegnante addetto a tale scopo.[1]

Sarà accompagnata dalla giornalista e scrittrice Bianca Fasano, già insegnante di disegno e storia dell’arte. A titolo gratuito, allo scopo di aiutare i discenti in momenti delicati della loro crescita psico-fisica.”- La giornalista Gemma Tisci ha da poco presentato di recente l’ultimo dei suoi libri: ” Ricordi in bianco e nero – La vera testimonianza epistolare in diretta dalla cella del boss Raffaele Cutolo”-presso la biblioteca dell’istituto alberghiero A. Torrente. Via Duca d’Osta – Casoria NA, rivolgendosi agli allievi, con l’ausilio dell’insegnante Rosalia Marino ed in presenza dei suoi allievi del “Progetto Sirio” (scuola serale per il 3° e 4° anno di ragioneria), ponendo sotto attenzione un “pezzo di storia”, per quanto drammatica e delittuosa, in grado di aprire l’orizzonte della conoscenza su fatti e misfatti che hanno segnato la vita delle popolazioni della Campania -e non solo-.

La Marino ha accolto con piacere l’occasione di permettere ai suoi allievi un dialogo con la giornalista, autrice tra l’altro di libri dedicati ai giovani: “Bulli per noia” e “Perché a me, storie di ordinaria violenza” ed in più occasioni ha potuto rendere vivo un rapporto con i giovani allievi, rispondendo alle loro domande. La scrittrice Bianca Fasano, autrice di molti libri, anche rivolti ai giovani, avendo vissuto in prima persona le difficoltà degli adolescenti nei confronti del bullismo (ha insegnato disegno e storia dell’arte fin all’agosto 2014 nei licei scientifici), non ha mai smesso di occuparsi delle fasce più giovani della società e delle problematiche scolastiche sia con articoli giornalistici che con interviste televisive rivolte al problema della “nuova scuola” di Renzi.[2]

La volontà delle due giornaliste di offrirsi, gratuitamente, alla possibilità di essere presenti nelle scuole, medie e superiori, di ogni tipologia di istituzioni scolastiche, resta ovviamente collegata alla disponibilità delle scuole stesse di aprire le porte a questo tipo di dialogo. Questo appare decisamente realistico, visto che nelle scuole d’Italia (e d’Europa), le problematiche collegate al bullismo sono viste con molta attenzione anche attraverso progetti specifici adatti all’età dei discenti. E’ un fatto che i progetti  dedicati ad esempio sugli stereotipi del bullismo, sono frequenti nelle scuole, con obiettivi specifici  che vanno dalla necessità di considerare le motivazioni di base, aiutando i discenti a comprendere culturalmente la parità tra i generi, con la conseguente necessità di rispettarne le necessità, per eliminare la logica della prevaricazione.

Tanto per diminuire le violenze condotte sulla parte femminile della società. Gli incontri proposti, sia in sede di progetto che di intervento durante o al di fuori delle ore di lezione, hanno lo scopo di rendere i ragazzi consapevoli dei processi che portano al bullismo e alla violenza, ma anche di riscoprire i valori sociali atti alla convivenza civile. Gemma Tisci e Bianca Fasano sono infatti convinte (come è convincimento di chiunque attui interventi per e con gli allievi), che sia necessario dotare di strumenti i ragazzi e le ragazze, in modo che divengano anche capaci di agire nelle proprie comunità promuovendo i processi di cambiamento verso il bene.

E’ necessario, difatti, che le comunicazioni tra adulti e ragazzi/e favoriscano l’affermazione del sé nelle relazioni e nei gruppi. Gli studi, anche recenti, insistono difatti sulla necessità che i giovani apprendano nel “gruppo dei pari”, il più presto possibile, a conquistare regole e tecniche non prevaricanti, non di tipo tirannico, nella soluzione dei conflitti, ma soprattutto che non si deve violentare fisicamente o moralmente l’integrità degli esseri umani (ma anche di quelli animali), e si può ottenere questo soltanto rendendo la società costantemente attenta all’influenza che il comportamento degli adulti può avere sulle scelte dei giovani.  


[1] L’ennesimo caso è quello di un minore (14 anni), ricoverato all’ospedale San Paolo di Napoli., sul quale si è accanito “il branco”, violentandolo con uno strumento per gonfiare le gomme delle auto.

[2] Gildatv: la parola agli insegnanti. http://youtu.be/XUm64ahaPls