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“La scuola è poco severa e non forma i giovani. Servono docenti più attenti al comportamento”

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Su Il Giornale c’è un ampio approfondimento sulla ricerca commissionata da Il Gruppo di Firenze e condotta dall’Istituto Monterosa di Milano sulla scuola. Sono stati intervistati uomini e donne che hanno in qualche modo a fare direttamente col mondo della scuola, come studente, insegnante o genitore (o nonno) degli alunni.

 Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi;

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 il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta;

 il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti;

 il 75% considera utili i compiti a casa;

 più del 50% è venuto a sapere che durante gli esami si copia.

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LA RICERCA

Il quadro offerto dalla ricerca è piuttosto critico. Tanto che quasi il 60% degli intervistati afferma che “la scuola italiana non è sufficientemente esigente per ciò che riguarda la preparazione degli alunni”. Con una accentuazione significativa (73%) tra i giovani tra i 18 e i 24 anni di età, che hanno una esperienza recente e diretta della scuola.

“Molti intervistati concordano col fatto che “durante le prove scritte dell’esame di terza media o di maturità può capitare che qualche professore chiuda un occhio se gli alunni copiano o anche li aiuti a svolgere le prove”.

Secondo il 14% degli intervistati ciò accade “spesso” e secondo un altro 38% avviene “qualche volta”. Nell’insieme, dunque, il 52% del campione ancora una volta la maggioranza assoluta denuncia il fenomeno

Quasi il 70%, infatti, dichiara di ritenere che “riguardo alla condotta, la scuola italiana è troppo poco severa”. Ed è interessante che lo dicano, in ancora maggiore misura, proprio gli insegnanti (e gli impiegati). Chi appartiene alle generazioni più giovani (dai 18 ai 24 anni di età) tende viceversa per lo più ad affermare, con maggior moderazione, che “la scuola italiana è giustamente severa”.

Insomma, gli italiani paiono mettere sotto accusa da diversi punti di vista la scuola del nostro Paese.