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Laureate e laureati, le donne sono più brave negli studi, ma meno valorizzate sul lavoro: Rapporto AlmaLaurea

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“Laureate e laureati: scelte, esperienze e realizzazioni professionali” è il titolo del primo Rapporto tematico di genere realizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, presentato il 28 gennaio 2022.

Dall’indagine emerge come le migliori performance negli studi delle laureate non arginino il divario a favore degli uomini su esiti occupazionali e retribuzione.

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Dall’osservatorio di AlmaLaurea emerge che in Italia nel 2020 le donne costituiscono quasi il 60% dei laureati, con performance pre-universitarie e accademiche migliori di quelle dei colleghi uomini. Eppure questi ultimi sono più valorizzati sul mercato del lavoro e occupano professioni di più alto livello.

In termini retributivi si conferma il vantaggio a favore degli uomini. In particolare, a cinque anni dalla laurea, gli uomini percepiscono, in media, circa il 20% in più; ma non solo: l’analisi della professione mostra che sono soprattutto gli uomini a occupare professioni di alto livello, ossia di tipo imprenditoriale o dirigenziale e a elevata specializzazione. Inoltre, i dati analizzati evidenziano anche alcuni meccanismi di ereditarietà della professione tra genitori e figli, in particolare maschi.

Il Rapporto evidenzia anche come le donne ambiscano alla stabilità del lavoro, all’utilità sociale e all’indipendenza, mentre gli uomini puntino al guadagno e alla carriera.

La pandemia da Covid-19 ha poi tendenzialmente ampliato i differenziali di genere, soprattutto in termini di tasso di occupazione. E, a cinque anni dal titolo, in presenza di figli, il divario di genere si amplifica ulteriormente.

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