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Lavarsi i denti a scuola dopo la mensa? Proibito. La lettera di un papà

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Il papà di una bambina di 10 anni, che frequenta la 5ª della scuola primaria, ci scrive una singolare lettera sul cui contenuto, invero, mai avevamo fatto mente locale, nel senso che non ci avevamo mai riflettuto né tantomeno pensato, forse perché l’argomento non è dato per scontato e comunque fuori dall’ordinario, in considerazione pure dei tanti problemi che la scuola deve affrontare, dalle aule alla sicurezza, dalla didattica alla mensa, ai trasporti e così via.

Eppure un problema c’è e non è di poco conto, visto pure che la scuola ha come propri obiettivi tutta una serie di educazioni cha la coinvolgono: dalla salute all’alimentazione, dall’ecologia alla cittadinanza, ma pure all’igiene che non è sola quella di tenere pulito il corpo ma anche i denti per evitare carie in avvenire o infezioni. 

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Nasce da questa precisa segnalazione, l’igiene dentale, la lettera del genitore dell’alunna che precisa: “fin dalla scuola materna, ogni anno, ho rigorosamente chiesto agli insegnanti che mia figlia potesse lavarsi i denti dopo il pranzo.  Alla materna mi fu comprensibilmente risposto che i bimbi non erano in grado di gestire lo spazzolino ma, a partire dalla prima elementare, le giustificazioni diventarono più variegate: dallo standardizzato “non riescono a gestire lo spazzolino” a “non abbiamo tempo di controllare” passando per “se si infilano lo spazzolino in gola chi ne risponde?” Quest’anno la risposta è stata lapidaria: “non è consentito lavarsi i denti”, purtroppo senza ulteriori spiegazioni”.

Non si capisce tuttavia a questo punto perché “non sia consentito” curare l’igiene della bocca. Non consentito è fumare, sporcare, uscire in orari diversi, ma lavarsi i denti dopo la mensa perché mai dovrebbe essere vietato? 

“In conclusione – scrive ancora il papà – per quale ragione, regola o normativa viene impedito a bambini di 10-11 anni, decisamente molto responsabili, di lavarsi i denti? Per quale ragione dovrebbero trasmettere il Covid (ammesso che sia questo il motivo) lavandosi i  denti e non lavandosi le mani o espletando le funzioni fisiologiche? Comunque era ‘vietato’ anche prima della pandemia. Forse perché ancora si scambiano lo spazzolino tra loro? Si tratta di un problema di sicurezza? Di responsabilità dell’insegnante non coperto da assicurazione integrativa? Di tempo da dedicare a ‘sorvegliare’ bambini di 11 anni? Di indicazioni ministeriali interpretate in modo autonomo dal Dirigente Scolastico?”

E infine, scrive il genitore: “I Collaboratori Scolastici che ci stanno a fare?” 

Noi, per conto nostro, non riusciamo a puntare il dito contro qualcuno, maestre e personale compresi, ma che della questione qualcuno dovrebbe farsi carico non avremmo dubbi a sottolinearlo e sempre per quel principio dell’educazione alla salute, di cui i denti fanno parte anche in funzione dei comunicati dell’Associazione dentisti italiani che raccomandano l’igiene orale a partire dalla giovanissima età.

E ciò nonostante, conclude il papà della bimba: “Non ho trovato risposta neppure sul web… sembra che a nessuno interessi l’argomento e che la burocrazia venga prima della salute degli studenti”.

Più che di burocrazia forse bisognerebbe parlare di buon volere, a prescindere.