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Lezioni a distanza, come trasformare un problema in risorsa

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Sul tema delle “lezioni a distanza” di cui si sta parlando in questi giorni, pubblichiamo un interessante intervento di Paolo Fasce, dirigente scolastico presso l’Istituto Nautico di Genova e Camogli.

Giudico positivamente quanto contenuto nel DPCM del 25/02/2020 per quanto attiene la scuola e la didattica a distanza: “i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

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A tal fine mi sono attivato con la pubblicazione di una circolare, poi rafforzata con esempi che ho inviato alla lista [email protected] che ormai tutte le scuole dovrebbero avere attivato.
Giudico positivamente queste indicazioni esattamente come avrei giudicato positivamente la Legge 517/77 se fossi stato adulto negli anni settanta.
Anche se poi ci si è accorti che non bastava l’inserimento dei disabili in classe, ma che bisognava integrarli nelle reti sociali della classe e, infine, includerli nella didattica individualizzata e personalizzata. Le celebri “tre i” di Andrea  Canevaro.

La sosta di una settimana che è stata decisa in alcune regioni italiane può quindi dare la scossa per affrontare un tema, quello delle tecnologie didattiche e della formazione a distanza, che è rimasto troppo spesso vincolato alle disponibilità degli “innovatori”.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale ha dato un primo impulso, oggi vediamo chiaramente che, oltre alle “pressioni dall’alto”, occorre una rinnovata disponibiltà pedagogica dal basso che riporti l’insegnante al centro di quell’innovazione che ai giorni nostri, purtroppo, è troppo spesso circoscritta entro associazioni professionali come, ad esempio, l’MCE.

Guardando le cose per quelle che sono, oggi possiamo solo affidarci alla buona volontà di quei docenti che la didattica digitale l’hanno già incarnata perché pensare che, dall’oggi al domani, si possa traslare verso il mondo dei bit è pura illusione. Avremo senz’altro un incremento nell’uso del registro elettronico, in particolare con l’inserimento di molti compiti a casa.

Spero che questa esperienza porti i vari decisori a mettere in agenda una discussione, anche sindacale, che consenta di realizzare concretamente e con efficacia quanto richiesto dal DPCM e ne propongo due: una revisione del CCNL che renda materialmente possibile realizzare queste cose, l’instaurazione di una “carriera degli insegnanti” che consenta a chi è in grado di governare questo tipo di didattica di mettersi a disposizione in questo genere di frangente. Non solo per le allerte virologiche, ma anche per quelle climatologiche.q