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Lo sfratto di Trump a Zelenskyj: la scuola deve battersi per fermare la Terza Guerra Mondiale

Lo sfratto ricevuto da Zelenskyj da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è l’ennesima prova che coloro i quali, anche se di orientamento politico diverso, gli avevano consentito di diventare presidente dell’Ucraina, oggi, in virtù dei loro interessi “supremi”, vogliono liquidarlo perché intralcia gli equilibri che gli USA intendono stabilire a livello euro-mondiale. Zelenskyj è la concrezione del disegno degli Stati Uniti, che, dopo aver vinto la “guerra fredda”, volevano “stravincere” (Canfora dixit) e umiliare la Russia dopo il 1991, prendendosi le sue risorse e, se possibile, smembrandola.

A questo disegno si accodò subito l’Europa “sub specie NATO”, peraltro del tutto subalterna all’imperialismo dominante, spingendo insieme al suo padrone di oltre-atlantico per una guerra per procura contro la Russia, forte del fatto che i morti li avrebbero messi, così come è in effetti avvenuto (già due milioni di soldati ucraini e russi periti nel conflitto che va avanti dal 2022!), le due principali repubbliche dell’ex Unione Sovietica. Ma nel frattempo il mondo è precipitato prima nella “Terza mondiale a pezzi” (papa Francesco dixit), che nel corso di questi quattro anni è diventata poi sempre più intera e rischia di travolgere non solo i popoli che la subiscono (Palestina, Libano, Iran, Venezuela, Cuba, Medio-Oriente, Ucraina, Russia, etc.), ma le stesse cittadelle imperialiste e in primo luogo il capofila mondiale dell’imperialismo: gli Stati Uniti d’America e l’Europa di Von der Leyen, Mitsola, Lagarde, Meloni, Macron. Mertz, Tusk, Costa e compagnia bombardando…Ora però che la crisi energetica morde, Trump con il senso pratico americano (ma senza lo slancio rivoluzionario russo!), vuole ribaltare il tavolo: riapriamo le porte alla Russia e ci approvvigioniamo con le sue risorse, intimando al servo non sciocco bensì furbissimo e cinico, visti i guadagni realizzati finora, di togliere il disturbo (sic!).

E la civilissima Europa, erede di magnifiche e avanzatissime civiltà, che fa? Piange perché vuole continuare la guerra, perché ha puntato tutto sul riarmo, sull’industria bellica, sulla ricostituzione di eserciti e armamenti. In poche parole, vuole di nuovo “suicidarsi” dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale; e questa volta portando nella fossa, ma speriamo di no e faremo di tutto per ribaltare quest’esito, l’intera popolazione europea.

Noi, al contrario, dobbiamo batterci, anche come scuola, per fermare la Terza Guerra mondiale senza se e senza ma; per difendere lo “Stato Sociale” (sanità, scuola, pensioni, casa, trasporti, etc.) e per bloccare lo smantellamento della democrazia e della Costituzione repubblicana.

Salvatore Distefano          

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