Home I lettori ci scrivono Ma dove è finito il rinnovo contratto?

Ma dove è finito il rinnovo contratto?

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Carissime colleghe e cari colleghi docenti,
Siamo alla quinta ondata covid con di nuovo tanti casi nelle classi e tra il personale nonostante l’obbligo di boosteraggio.
Il governo ci ha fatti abituare anche a questo tipo di vita lavorativa che abbiamo ormai da anni, tanto che dei forti disagi nelle scuole non se ne parla più. Perché è chiaro che si punta proprio a quello e cioè alla capacità dell’essere umano di abituarsi a tutto, facendo affievolire in poco tempo qualsiasi sentimento di indignazione.
Ma un problema forte ed evidente resta e dovremmo interessarci davvero tutti di ciò: il rinnovo del contratto.
Un contratto scaduto tre anni fa quando fu rinnovato solo pro-forma e non nella parte più importante, quella economica, con un finto impegno dei politici politicanti basato su promesse degne del peggior marinaio con tutto il rispetto per la marina ovviamente.
In soldoni, il contratto dei docenti italiani è fermo da oltre 10 anni e la media stipendiale europea rimane una chimera lontanissima. 
In tutto questo, il Ministro dell’affetto continua ad esternare sulla presunta perfezione del mondo-scuola paventando riforme che temo vadano a finire sempre nella solita solfa dei tagli e del risparmio.

Attenzione, ad esempio, cari docenti, quando il Ministro parla di una scuola media “né carne né pesce”, cosa avrà in mente? Ai posteri l’ardua sentenza…
Ma torniamo al contratto.
Oltre 10 anni di vacanza contrattuale e nel frattempo i docenti italiani si sono dovuti sobbarcare di tutto, in primis la famosa e tanto vituperata DaD che ci ha portati, sull’orlo di una inevitabile crisi di nervi, a cambiare di punto in bianco il nostro modo di lavorare. E da settembre se possibile è ancora peggio, dovendo attraversare le varie ondate covid facendo lezione in presenza e al contempo seguire i tanti alunni collegati da casa!
Tutto ciò senza alcun riconoscimento da parte del governo dei migliori che si occupa solo del Pil e che non può perdere tempo con la scuola che produce “solo” istruzione e cultura, che sono cose nobili ma che non producono quattrini.
E vi invito a controllare il cedolino di marzo: noterete che i quattrini, già pochi, ce li tolgono! E sapete come? Con uno sbandierato taglio del cuneo fiscale che invece ha penalizzato tutti noi.
I sindacati dopo lo sciopero generale di mesi fa hanno ripreso lo stato soporoso e questo preoccupa. Non molti giorni fa ho assistito a un’assemblea sindacale di cui per dignità ometto la sigla, dove segretari e rappresentanti se la ridevano tra una battuta e l’altra in un fiume di chiacchiere… ma cosa avranno da ridere? Ah già, godono dei loro privilegi e dei tanti esoneri al caldo delle loro sedi sindacali e lontani ormai anni luce dalla trincea dell’aula… credo sia arrivato il momento di meditare su tutto ciò.
Cosa aggiungere cari docenti?
Governi e sindacati stanno cancellando anche la speranza di vedere finalmente la scuola al centro del villaggio… tra un pò si voterà per le RSU ed io, per la prima volta, mi asterrò da questo esercizio di presunta democrazia.

Icotea

Dino Bocchetti