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Mascherine in classe, Bianchi dice che a maggio forse saranno tolte: in Austria invece stanno per tornare le Ffp2

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“L’ultimo mese di scuola sarà in condizione di permettere a tutti una giornata libera”: risponde così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi alla domanda postagli il 18 marzo durante una trasmissione su Rai Radio Uno. Commentando l’allentamento delle restrizioni contro il Covid deciso dal Governo il giorno prima, Bianchi ha detto che “è un po’ di tempo che noi stiamo lavorando per allentare progressivamente le misure”.

Il ministro ha quindi confermato che si sta procedendo al “ritorno a una nuova normalità” rivendicando il lavoro progressivo attuato dal governo, facendo intendere che a maggio cambieranno molte cose.

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“Sono azioni che stiamo facendo passo a passo, a partire dal fatto che ho voluto fin dall’inizio che a scuola si tornasse in presenza”.

In Austria tornano le Ffp2

Intanto, però, in altri Paesi la risalita di casi di positività al Covid sta facendo compiere dei passi indietro sulle restrizioni.

In Austria, da metà della prossima settimana, verrà reintrodotto l’obbligo delle mascherina Ffp2 al chiuso. Lo ha annunciato il ministro alla salute Johannes Rauch, con l’eventuale obbligo di mascherina anche nelle scuole che sarà valutato nei prossimi giorni con il ministro dell’istruzione

Martin Polaschek. “Le aperture sono state premature”, ha ammesso Rauch.

Il Governo austriaco ha anche consigliato lo smart working, dove possibile, e rilanciato la campagna vaccinale, rallentata dopo la revoca dell’obbligo vaccinale.

Tornano gite ed esami quasi completi

“Un altro segno importante – ha po detto il ministro – è che nei prossimi mesi si potranno riprendere le gite scolastiche” e i viaggi di istruzione.

Sulla nuova maturità, infine, Bianchi respinge che accusa il ministero dell’Istruzione di non avere compreso che gli studenti stanno vivendo un disagio da due anni, a causa della pandemia.

“Quest’anno i ragazzi – ha replicato il ministro – sono stati tutti il più possibile in presenza, oggi il 99% delle classi era in presenza. Hanno avuto modo di condividere così anche i loro timori e le loro ansie, l’esame è fatto con i loro docenti più uno esterno, non abbiamo fatto una cosa frettolosa, l’abbiamo discussa con più persone possibili”.

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