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Minacce di morte a preside francese che vieta velo in classe, Salvini: no a buonismo, sì a rispetto per i docenti e la nostra cultura

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Si parla ancora del rapporto tra religione e scuola. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato su X una notizia che è arrivata ieri dalla Francia: un dirigente scolastico è stato oggetto di insulti e minacce di morte perché ha costretto una studentessa a togliere l’hijab in classe in nome della laicità della scuola.

Il preside francese ha deciso di lasciare l’incarico

La ragazza, come riporta La Repubblica, ha accusato il dirigente di averla maltrattata e ha presentato una denuncia nei suoi confronti, poi archiviata per mancanza di prove. Ma non è finita qui: il preside è stato travolto da una tempesta di messaggi ostili e anche da minacce di morte. Un giovane di 26 anni, autore di alcuni testi minatori, è stato fermato nell’ambito delle indagini.

Il preside ha così deciso di lasciare l’incarico “per motivi di sicurezza”, secondo un messaggio inviato martedì a insegnanti, alunni e genitori dal nuovo preside. Il Provveditorato, da parte sua, ha citato “motivi personali” e una partenza anticipata, a “pochi mesi” dalla pensione.

Salvini e Pioltello

Ed ecco il messaggio di Salvini: “Solidarietà al preside del liceo francese Maurice Ravel. Altro che ‘buonismo’, occorre riportare sui banchi di scuola il rispetto per gli insegnanti e per la nostra cultura”. Il messaggio sicuramente si riferisce, anche se indirettamente, all’affaire Pioltello, su cui qualche giorno fa il leader leghista ha detto la sua.

Fermare le lezioni nella giornata di conclusione del Ramadan, come accadrà il 10 aprile nell’istituto comprensivo statale Iqbal Masih di Pioltello, non è un segnale di crescita ma “un arretramento”, piuttosto si pensi di introdurre il tetto di “un 20% di bambini stranieri in una classe”: il doppio concetto è stato espresso da Salvini durante un suo intervento a Porta a Porta su Rai1. E più di qualcuno ha “letto” nelle parole del leader leghista ha replica piccata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che qualche giorno fa si era detto entusiasta per l’operato “che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo”.

Non credo che in nessun Paese islamico chiudano per la Santa Pasqua o per il Santo Natale – ha detto Salvini – Finché l’Islam non si darà una struttura e non riconoscerà la parità tra uomo e donna chiudere la scuola mi sembra un pessimo segnale. È un segnale di cedimento e arretramento chiudere per il Ramadan”.

Il riferimento non è così tanto “velato” nelle parole dell’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri, che ha scritto: “Oggi chiudiamo per il Ramadan. Domani, se si osa far rispettare la legge dicendo no al velo islamico, si rischiano minacce e ritorsioni. Bisogna dirlo chiaramente: non è questa l’Europa che vogliamo!”.